La grande sfida tra Apple e Meta, tra realtà virtuale e privacy






L’arrivo di Metaverso apre di fatto la strada alla realtà virtuale, dove Meta se la vedrà con Apple ed entrambi con la privacy

Non sarà necessariamente Google il grande rivale di Facebook nei prossimi anni. Anzi, da come si stanno mettendo le cose, c’è da aspettarsi un confronto molto serrato tra Meta e Apple. Sulla scia della rapida crescita di interesse da parte di entrambi nella realtà virtuale, anche per le implicazioni legate alla privacy.

Un tema in realtà molto meno attuale di quanto si possa pensare. Se in tanti hanno pensato di sollevare la questione solo nel momento in cui l’allora ancora solamente Facebook ha iniziato a parlare apertamente di smartglasses, un settore dove anche Apple lavora già da tempo, in realtà il mercato può già contare su diversi modelli in commercio, per la cui videocamera nessuno si è mai posto il problema.

Certamente, tirare in ballo nomi come Meta o Apple attira molti più lettori. D’altra parte, il problema esiste ed è arrivato il momento che sia affrontato apertamente. Un tema sul quale gli approcci fino a oggi sono stati molto distanti, quasi opposti.

Visori e realtà virtuale, la sfida del 2022

Da una parte, sui dati personali Facebook ha costruito buona parte delle proprie fortune. Apple invece, apparente paladina della tutela della riservatezza, sempre pronta a contrastare ogni tentativo di accesso da parte di terzi a informazioni utili per profilare gli utenti. Con frequenti discussioni e reciproche accuse, non sempre velate.

Per Meta, una possibilità di rivincita, dopo gli scarsi risultati, per non parlare di insuccessi, finora incontrati nel mondo hardware. A differenza di quanto successo con gli smartphone dove iPhone continua a regnare quasi incontrastato, le competenze acquisite con l’acquisto di Oculus mettono infatti Facebook in posizione di favore per la sfida nella realtà virtuale e il successo di Metaverso.

Anche Apple però è al lavoro da tempo sul tema realtà virtuale. Al punto da indurre gli analisti più attenti a dare per molto probabile l’arrivo sul mercato di un visore per il 2022. Almeno per il momento, proposte riservate a una cerchia ristretta di appassionati. Si parla infatti di un prezzo intorno ai duemila dollari. Qualcosa meno per la proposta Meta risultante dal progetto Cambria, ma neppure molto.

L’aspetto importante, entrambi destinati a trascinare gli utenti al centro di Metaverso. Se da una parte significherà uno scontro nel terreno di case del social network, dall’altra parte la risposta è pronta.

La replica Meta all’attacco di Watch

Non è infatti un segreto il progetto Meta per uno smartwatch, ormai anche lui prossimo ad arrivare sul mercato. Un progetto vero, destinato a durare nel tempo, per il quale sono già state programmate le prime tre generazioni. Tra i fattori distintivi, uno sui quali Watch finora ha sempre preferito rimandare, l’integrazione di una videocamera.

In tanti forse lo ignorano, anche perché diversi suoi prodotti in Italia praticamente non si vedono, ma Meta ha un’offerta anche nel settore della domotica, dove Apple sta lentamente ma inesorabilmente guadagnando spazi, in una partita al momento rivolta molto più verso Amazon e Google.

La realtà virtuale, Metaverso e relativi dispositivi sono di conseguenza un terreno di sfida molto importante in prospettiva futura. Un potenziale ostacolo sarà però la questione della privacy.

Se sicuramente è vero come Facebook abbia dimostrato la disponibilità di milioni di utenti di passarci sopra senza tanti scrupoli di fronte a condivisioni, like e tutto quanto ne consegue, Apple ne ha fatto un punto di forza ormai consolidato.

La storia finora è dalla parte di Meta, il futuro forse un po’ meno. I toni crescenti degli ultimi tempi sui social network iniziano ad allontanare utenti o quanto meno a circoscrivere il proprio raggio d’azione proprio attraverso la privacy.

Da una parte, Apple resta capofila dell’innovazione, e presumibilmente saprà come muoversi anche nella presunta era di Metaverso. Dall’altra parte Facebook ha dimostrato di essere più forte anche dei propri errori. Una sfida della quale si vedono appena le avvisaglie, dove probabilmente  a farne le spese saranno proprio le informazioni personali, sempre più preziose e quindi imprescindibili per accedere ai nuovi servizi.


Pubblicato il 22/11/2021

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