Il guanto tattile Facebook pronto a emozionare Metaverso






Gli investimenti Facebook in realtà virtuale pronti a tradursi in realtà con il guanto tattile, potenziale epicentro di Metaverso

Tra gli effetti dell’annuncio di Meta, una sorta di via libera alla realtà virtuale e alla realtà aumentata. Settore nel quale Facebook lavora da tempo, i cui risultati però, finora sono rimasti praticamente tutti all’interno dei laboratori di ricerca.

Le competenze acquisite a suo tempo da Oculus sono però tra le più importanti del settore ed è quindi facile aspettarsi novità rilevanti già nei prossimi mesi.

Qualcosa inizia già a intravvedersi. Meta ha infatti presentato un prototipo di guanto tattile decisamente innovativo. Uno dei limiti maggiori della realtà virtuale è infatti attualmente l’incapacità di coinvolgere alcuni sensi, a partire proprio dal tatto.

Se su vista e udito, sensori e visori sono già a buoni livelli, sentire lo stimolo quando si afferra un oggetto nel mondo virtuale è ancora difficile, se non impossibile. I Reality Labs però, sembrano sulla buona strada.

Il tocco virtuale del guanto tattile

Al momento, più dell’estetica ancora grezza, è importante guardare alla tecnologia e ai risultati. Il guanto tattile è formato da una serie di attuatori, in pratica un insieme di sensori montati sopra una struttura da indossare sulla mano.

Sulla parte frontale, una serie invece di telecamere necessarie per leggere i movimenti della singola falange. Il loro compito è anche trasmettere a loro volta lo stimolo alle parti interessate dal contatto, compresa l’intensità della presa esercitando una pressione proporzionale. La componente audio si occuperà infine di riprodurre il rumore prodotto dal movimento.

Aspetto molto importante dal punto di vista della tecnologia, non si parla più di minuscole pompe ad aria utilizzate finora, ma di un vero e proprio sistema robotico in grado di muoversi in tutte le direzioni.

Si tratta di un importante passo in avanti rispetto alle soluzioni attualmente sul mercato, dove la sensazione di afferrare e manipolare oggetti viene sostanzialmente limitata a delle vibrazioni. D’altra parte, i Reality Lab Meta la momento sembrano meno interessanti a esplorare un’altra direzione intrapresa da diversi ricercatori, trasmettere anche la sensazione della temperatura.

La strada per il Metaverso è iniziata

Soprattutto però, la grande differenza è un’altra. Mentre attualmente i produttori nel mondo della realtà virtuale guardano soprattutto ai settori industriali, militari, didattici e dei videogiochi, Meta intende portare il progetto nel mercato di massa, come elemento chiave per la creazione del Metaverso.  

Non appena il progetto del guanto tattile dovesse rivelarsi funzionante e al tempo stesso abbastanza pratico, significherebbe anche un importane stimolo per gli sviluppatori. Considerata la portata del potenziale bacino di utenza, facile a quel punto prevedere un rapido sviluppo.

Il guanto sarebbe però solo il primo passo. L’evoluzione della tecnologia è destinata ad arrivare ai visori e soprattutto agli smartglasses, uno dei prossimi più importanti terreni di confronto nel mondo wearable.

Uno degli obiettivi Meta sembra infatti proprio la messa a punto di un dispositivo anche pratico da usare. Nel bagaglio di competenze Facebook c’è infatti da qualche tempo anche la tecnologia EMG per dei bracciali a supporto della realtà virtuale. Al momento però, soluzione tenuta separata dal guanto.

L’attenzione è invece concentrata sul perfezionamento della tecnologia sensitiva. Uno dei passaggi cruciali è aumentare la densità dei sensori dalle attuali centinaia fino a migliaia, per arrivare a livelli simili ai nervi umani. Se oggi è possibile trasmettere la sensazione di un contorno, per la superficie il traguardo è infatti ancora lontano.

Per esempio, oggi è già possibile riprodurre la sensazione di accarezzare un cane, ma non di riconoscerne la razza in base al pelo.

Inoltre, ci sarà naturalmente da lavorare ancora molto sulle dimensioni e sul peso del guanto tattile, per portarlo a dimensioni vicine a quelle di un comune indumento e renderlo decisamente più pratico di come si presenta il prototipo. Tra le ipotesi più suggestive, anche quella di sfruttare la stampa 3D per creare soluzioni praticamente su misura.

Infine, da affrontare anche il problema non secondario della manutenzione. Se usato a lungo, il guanto dovrà essere lavato spesso. In una realtà virtuale attendibile, l’idea è poterlo mettere in lavatrice, o usare dell’alcol sui sensori. I entrambi i casi, considerazioni al momento in netto contrasto con la natura di un dispositivo elettronico.


Pubblicato il 18/11/2021

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