SmartHalo al capolinea, sconfitto dalla pandemia






Pandemia, carenza di materie prime e ritardi nelle consegne hanno segnato la fine di SmartHalo, uno dei progetti più belli per la bicicletta

Dietro le tante storie di startup di successo, si nascondono anche avventure decisamente meno felici. Non necessariamente per colpa di chi ha in mano il progetto, ma anche per fattori esterni. Succede così di dover assistere alla parola fine di una delle idee più interessanti nel mondo della bicicletta, il capolinea di SmartHalo.

Nonostante il pieno boom di attenzioni verso la bicicletta, in tanti casi più di quanto si possa immaginare, le difficoltà insorte con la pandemia di Covid-19 si stanno rivelando letali per tanti.

Necessità di rallentare l’attività, chiusure forzate e dilazione dei tempi di sviluppo avevano già messo a dura prova al resistenza del dispositivo tanto innovativo quanto utile per supportare il ciclista urbano. Un aiuto importante in diverse situazioni, dal trovare la strada, all’essere avvisati per tempo di problemi e pericoli lungo il percorso, fino alla sicurezza di una luce e di un antifurto non convenzionale.

Quando a tutto questo si è aggiunto il prolungarsi della carenza di materie prime e consegna dei prodotti, l’impegno non è stato più sostenibile. SmartHalo 2, promettente evoluzione della prima versione, non ha di fatto mai visto la luce.

Troppi ostacoli imprevisti per il sogno SmartHalo

A parte pochi pezzi destinati ai sottoscrittori della prima ora, l’azienda canadese non è riuscita ad andare. A malincuore, contro la propria volontà, alla fine l’unica soluzione è stata la resa. Un messaggio sincero e per certi versi commovente ha segnato la fine dell’avventura.

Difficile capire cosa possa succedere ora. Il progetto resta valido, i mezzi per procedere in autonomia con il piccolo gruppo originario sono però venuti a mancare. Per i veri appassionati di bicicletta e i cultori di un’idea unica come SmartHalo la speranza è che ora si facia sotto qualcuno almeno per rilevare il progetto e svilupparlo in una realtà più grande.

Nel frattempo, c’è solo da ringraziare chi ha avuto il coraggio di pensare al comfort alla sicurezza dei ciclisti da un punto di vista nuovo, con ottimi risultati, tracciando una strada da non abbandonare.


Pubblicato il 20/11/2021

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