È la pressione del sangue la carta vincente Huawei






Huawei ottiene in Cina la certificazione per il sensore della pressione del sangue. Difficile però che venga estesa

La possibilità di rilevare la pressione del sangue è negli smartwatch una sfida tra le più ambite, importante per conquistare una posizione di vantaggio nel settore molto promettente della telemedicina. Un traguardo tuttavia ancora difficile da raggiungere, dove però Huawei ha registrato, almeno all’apparenza, un passo in avanti

Come riportato da ITHome e successivamente diffuso anche da GIZChina, Huawei ha ottenuto il via libera della certificazione dall’Autorithy di Guandong proprio per la funzione ECG e rilevamento della pressione del sangue. Importante sottolineare, valida solo all’interno dei confini nazionali.

A livello di ricerca tuttavia, si tratta di una notizia interessante. Finora, gli smartwatch in grado di coprire la funzione sono veramente pochi. Si parla infatti dei più recenti modelli Samsung come i Galaxy Watch 3 and Galaxy Watch 4 o il più specializzato Omron Heartguide.

Problema non facile da risolvere

In entrambi i casi però, non si può parlare esattamente di soluzioni pratiche e indipendenti. Prima di poter utilizzare i Galaxy Watch, è infatti necessario tarare lo smartwatch utilizzando un comune sistema con fascia. Operazione da ripetere a scadenze regolari.

Per quanto riguarda Omron invece, la fascia stessa è integrata nel cinturino, rappresentando di fatto una via di mezzo con lo smartwatch.

Per questo, il risultato Huawei è comunque da elogiare. D’altra parte, gli ostacoli non mancano. Al momento infatti, la funzione è considerata affidabile solo per polsi con almeno 200 mm di diametro. Non esattamente un valore vicino alla media, soprattutto se si guarda all’utenza femminile, dove la media è di 178 mm.

Tante variabili in gioco per la giusta pressione del sangue

Inoltre, rilevare la pressione del sangue con un sensore non è comunque facile. Sono infatti diverse le variabili da prendere in considerazione, compresi peso corporeo, etnia e anche colore della pelle. Le relative combinazioni rendono di conseguenza anche molto difficile effettuare le stesse verifiche necessarie a ottenere la certificazione.

Significherebbe dover condurre test su centinaia di persone, se non migliaia, con caratteristiche diverse. Un impegno gravoso in termini di tempo e denaro, sul quale probabilmente al momento sono in pochi a volersi dedicare.

Nel frattempo però, dove si parla di pressione del sangue, Huawei ha trovato il modo di farsi sentire e distinguersi. Ora spetta ai rivali cercare una risposta, utile anche solo a livello di immagine.


Pubblicato il 8/9/2021

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