Huawei ci riprova, HarmonyOS2 avrà una mentalità più aperta






Watch 3 tra i primi prodotti Huawei a rilanciare la sfida del rinnovato sistema operativo HarmonyOS2, più aperto e meno presuntuoso

Il primo tentativo Huawei di affermare un proprio sistema operativo e liberarsi dalla dipendenza a volte scomoda da Google con Android, non è andato secondo le attese. HarmonyOS è stato infatti quasi ingorato, sia dagli utenti sia soprattutto dagli sviluppatori di app.

Imparata la lezione, ora l’azienda cinese ci riprova con una seconda versione, ufficialmente più efficiente, in realtà prima di ogni altra cosa più aperta e quindi presumibilmente più compatibile. L’ambizione di affermare un sistema chiuso come iOS di Apple è infatti andata come da previsioni. Cioè, male.

Per quanto riguarda i wearable, il ruolo di pioniere spetta a allo smartwatch Watch 3 e a FreeBuds 4, auricolari total wireless, dove l’attenzione è posta soprattutto su un nuovo sistema di cancellazione del rumore. Prossimamente però, HarmonyOS2 farà la comparsa su almeno un centinaio di altri prodotti Huawei.

Una dose di realismo per HarmonyOS2

Se le promesse questa volta saranno rispettate, per gli utenti significherà poter contare su app e sistemi di controllo integrati, simili, se non addirittura lo stesso, per una serie di dispositivi. E non solo Huawei. Almeno, questa è la speranza.

Nato come alternativa un po’ troppo presuntuosa ad Android, ora HarmonyOS2 promette di essere più attento alle reali esigenze degli utenti. Quindi, candidarsi come linguaggio comune per rendere la vita più semplice qualora si voglia combinare smartphone, auricolari, smartwatch, tablet e quant’altro da un’unica visuale.  

Watch 3 rilancia la sfida

Sulla serie Watch 3, Huawei torna giocare anche la carta del valore. In assenza di vere e proprie novità tecnologiche, l’attenzione è concentrata sulla cassa in acciaio inossidabile con display da 1,43” e ghiera rotante come strumento di controllo, insieme alla coppia di pulsanti sulla destra.

A parte il nuovo HarmonyOS2, niente di clamoroso. Fa esattamente tutto quanto ci si possa aspettare oggi da uno smartwatch di ultima generazione. Compreso sensore per temperatura corporea, stima livelli SpO2 e rilevamento di potenziali cadute.

Curiosa semmai, la funzione a supporto dei trasferimenti sui mezzi pubblici, che avvisa quando si sia in prossimità della destinazione e prepararsi quindi alla discesa. Interessante anche il primo vero sistema di controllo gestuale, un aspetto sul quale Apple è ancora in fase di studio.

Contrastanti le indicazioni sull’autonomia. La durata in stand-by di due settimane è superiore alla media. Quella invece di massimo tre giorni con un uso medio, inferiore. Presto infine, parlare di tempi e prezzi.


Pubblicato il 7/6/2021

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