Nello spazio Outlier Air V2 la musica è una sinfonia






Evidenti e apprezzabili gli effetti della tecnologia SXFI nella seconda generazione Outlier Air V2 degli auricolari total wireless Creative

Nella sfida infinita Creative per offrire condizioni di ascolto della musica e gestione delle chiamate, le Outlier Air V2 segnano un importante passo in avanti.

I nuovi auricolari total wireless sono infatti qualcosa di più della semplice evoluzione tecnica ed estetica del modello precedente. L’idea Creative in questo caso è allargare la portata della tecnologia Super X-Fi al di fuori del mondo delle cuffie.

Di fronte alle oggettive difficoltà di riuscire nell’intento adattando l’hardware, seguendo con buoni risultati la soluzione dell’emulazione software.

Uguali fuori, innovative dentro

A prima vista, la differenza è praticamente nulla, anche perché secondo le tendenze del momento non c’è molto da aggiungere a quanto già mostrato dalla prima generazione delle Outlier Air. Stessa cura nel presentare la confezione, praticamente stesse linee per l’astuccio con riserva di energia integrata e stessa modalità d’uso.

Quindi, una volta aperta la custodia e prelevati gli auricolari, l’accensione è istantanea, così coma la ricerca dello smartphone con il quale completare l’abbinamento via Bluetooth, nella più recente versione 5.0.

A questo punto, le Outlier Air V2 sono già pronte per l’uso, sia attraverso l’app generica utilizzata sullo smartphone per riprodurre musica sia con la SXFI dedicata. Solo quest’ultima però, consente di apprezzare la differenza.

Musica su misura

Per riuscirci però, SXFI app ha bisogno di seguire una procedura di configurazione del tutto particolare. Attraverso la fotocamera, serve infatti inquadrare orecchi e volto per leggere i tratti somatici unici di ogni persona e tracciare un profilo. Sulla base di questo, sarà poi possibile intuire cosa intende Creative con audio olografico.

L’effetto è immediato, e la differenza attivando o disattivando la modalità SXFI durante l’ascolto di un brano è evidente. Come passare da una situazione di ascolto comunque buona ma all’interno di uno spazio ristretto, quello per forza di cose delimitato da un paio di auricolari, alla sensazione di trovarsi in un ambiente più grande dall’acustica ottimale.

Unica accortezza, se possibile farsi aiutare durante la fase di configurazione. Altrimenti, riuscire a inquadrare l’orecchio con la fotocamera dello smartphone può risultare complicato. In alternativa, uno specchio può sempre venire in parziale soccorso.

In ogni caso, qualsiasi sia la procedura, vale decisamente la pena. Per afferrare la differenza, basta avviare un brano di quelli completi sotto il profilo della melodia e provare a disattivare e riattivare SXFI durante la riproduzione.

Situazioni dove si fanno apprezzare anche i comandi touch. Agendo infatti sulla superficie degli auricolari, si può regolare direttamente il volume, passare a un brano successivo o gestire direttamente le chiamate. Rispetto alla versione precedente, una funzione decisamente migliorata, sia per sensibilità sia per precisione.

Il grafene, arma in più delle Outlier Air V2

Outlier Air V2 però, non sono solo questo. Resta infatti invariato tutto il bagaglio di competenze Creative, con qualcosa in più. Il passo avanti nella qualità audio è frutto anche di un nuovo diaframma in grafene da 5,6 mm per i driver.

Versatile e flessibile come pochi altri, il grafene è il nano-materiale più sottile e solido al mondo, più leggero della carta, più resistente dell’acciaio e più elettroconduttivo del rame,

Un diaframma rivestito in grafene permette anche di ottimizzare i consumi grazie a un fabbisogno minimo di energia. Grazie anche a questo, l’autonomia dichiarata arriva a dodici ore per la singola carica e a 34 ore contando sulla riserva della custodia.

Microfono, questione aperta

Punto debole degli auricolari total wireless, più o meno tutti, è il microfono. Qua, le grosse novità, come l’utilizzo della conduzione ossea su larga scala, dovranno aspettare ancora qualche tempo. Intanto però, si può già riuscire a migliorare la situazione, soprattutto quando si è in movimento all’aperto.

Per questo, Creative si affida alla tecnologia Qualcomm cVc 8.0, con risultati comunque incoraggianti sia durante una chiamata sia  durante l’utilizzo di comandi vocali Apple Siri o Google Assistant.

Inoltre, c’è un altro aspetto da considerare. Dove spesso in questo genere di auricolari le chiamate sono disponibili solo in modalità mono, con l’audio proveniente da un unico lato degli auricolari, come già le precedenti le Outlier Air V2 sono collegate separatamente e consentono quindi di scegliere tra un utilizzo singolo o sincronizzato.

Equilibrio tra prezzo e riduzione del rumore

In una soluzione di questo livello, dichiaratamente ambiziosa, inizia a farsi notare l’assenza di un sistema per la riduzione del rumore. D’altra parte, una decisione non priva di conseguenze, considerando come il prezzo di 69,99 euro particolarmente competitivo per la qualità complessiva, sarebbe inevitabilmente destinato a crescere.

Ultimo aspetto da tenere in considerazione, chi cerca degli auricolari per la pratica sportiva. Non per colpa di Creative, ma semmai per la natura intrinseca della soluzione, è difficile garantire la tenuta durante l’esercizio. Nonostante le dichiarazioni di circostanza, il rischio di perderli è sempre dietro l’angolo. Al momento l’unica soluzione è studiare bene il tampone più adatto alla propria conformazione tra le tre misure disponibili.


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