Dal sonno alla medicina, lo smartwatch del futuro secondo Fitibit

Funzioni poco sfruttate e attendibilità scientifica sono le sfide principali affrontate dal settore

Tra le funzioni innovative di smartwatch e tracker, l’analisi del sonno si sta rivelando come una delle più promettenti. Una delle poche, se non l’unica, veramente esclusiva di questi dispositivi indossabili, capace di racchiudere quel potenziale di curiosità, efficacia e novità difficile da trovare in altre soluzioni.

Fino a oggi però, la risposta del pubblico è sta inferiore alle attese dei produttori. Raramente un acquisto è guidato da questa opzione, mentre anche dopo, superata la prima fase di curiosità, l’attenzione cala in misura importante, complice spesso la limitata propensione a indossare il wearable anche di notte.

La scommessa tuttavia resta importante, e ben lontana dall’essere persa. Non a caso, i protagonisti del settore sono costantemente al lavoro per rendere l’opzione più appetibile e più facile da inserire nelle abitudini quotidiane, esattamente come avvenuto con gli smartwatch e i tracker stessi.

Fitbit ha iniziato a monitorare il sonno già nel 2009, un periodo utile a realizzare uno dei più grandi database con oltre 7,5 trilioni di notti monitorate. Da qui, oggi ricava già un’analisi dettagliata attraverso una serie di tabelle e grafici, accompagnate dalle funzioni Fasi del sonno e Consigli sul sonno. Basate sulla variabilità della frequenza cardiaca forniscono una migliore comprensione della qualità del proprio riposo.

Sonno, miniera di informazioni

Tra le conclusioni più interessanti, la conferma di come una persona su quattro dorma di più nel fine settimana. Dietro l’apparente banalità della considerazione, emerge la necessità di recuperare il sonno perso durante la settimana. Di conseguenza, l’app Fitbit invia a questi utenti consigli e approfondimenti per renderli consapevoli di quanto tale comportamento influisca sul benessere. Suggerisce quindi come impostare un piano di sonno.

Ambizioso l’obiettivo successivo, indice però di come un punto di partenza tutto sommato banale possa trasformarsi in qualcosa di realmente utile al benessere. L’idea è infatti fornire ulteriore assistenza e ridurre il rischio di malattie.

Inoltre, Fitbit renderà presto disponibile una versione beta dell’app Sleep Score. Usando gli indicatori principali tracciati dal monitoraggio del battito cardiaco PurePulse,  fornirà una valutazione della nottata, per aiutare  a ottenere un quadro più completo della qualità del sonno e dei fattori che lo influenzano.  Inoltre, per i dispositivi con sensore SpO2, tra cui i più recenti Charge 3, Ionic e Versa, sarà possibile testare il monitoraggio delle interruzioni respiratorie, potenziali indicatori di problemi di salute quali allergie, asma o apnea del sonno.

Autorevolezza, la sfida per eccellenza

Tutto questo finalizzato a quello che al momento resta un obiettivo ancora lontano per i dispositivi indossabili consumer, ma ormai nel mirino e in grado di imprimere una svolta reale nel destino di un produttore, ma anche nelle abitudini. L’intenzione, nono solo Fitibit, è sviluppare e validare dal punto di vista clinico il software regolamentato dalla FDA, come dispositivo medico per varie condizioni di salute, tra cui l’apnea notturna e la fibrillazione atriale.

Fitbit è infatti una delle nove aziende che fanno parte del programma pilota della FDA per la precertificazione di applicazioni digitali per la salute, concepito per snellire il processo di approvazione di software come dispositivi medici. A tutt’oggi infatti, anche agli smartwatch e i tracker più sofisticati non viene riconosciuta grande attendibilità in campo sanitario.

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