Ispirato da Ionic, lo smartwatch della nuova era brilla di luce propria

Le ambizioni Fitbit ben riposte in un modello capace di mantenere le promesse, a un prezzo da valutare

Dopo aver attirato la curiosità degli appassionati di tecnologia, per gli smartwatch è arrivato il momento di affrontare una sfida più concreta, la conquista di un mercato più esteso. Per raggiungere l’obiettivo, restare   confinato al ruolo di accessorio di uno smartphone non è decisamente sufficiente, servono dispositivi in grado di brillare di luce propria. D’altra parte, il rapido successo di consensi raccolto dai tracker a uso sportivo ha indicato la giusta direzione. Pronta a coglierla Fitbit non ha esitato a confermare ancora una volta la reputazione di attento osservatore del mercato.

Lo smartwatch entra in una nuova era

Il risultato è Ionic, uno dei prodotti forse meglio riusciti dell’azienda. Capace di raccogliere quanto di meglio riesce a offrire la tecnologia oggi, si colloca nel modo migliore sullo scenario, combinando innovazione, praticità e una spiccata propensione alla vita dinamica, senza per questo accantonare eleganza e design. Tutto questo però, ha inevitabilmente un prezzo e non a caso il confronto ambizioso è direttamente con Apple Watch e gli altri modelli di fascia alta, tutti intorno ai 350 euro.

Fermarsi a questo e pensare di acquistare un oggetto alla moda sarebbe tuttavia completamente fuori luogo. Ionic infatti dimostra prima di tutto personalità, senza temere di battere una strada diversa scegliendo di mantenere il proprio sistema operativo Fitbit OS. Scelta oggettivamente non così azzardata alla luce dello scarso consenso finora raccolto da Android Wear, anche se non priva di qualche contronidicazione.

La curiosità è alta sin dal primo impatto. Confezione in linea con i canoni di design accattivante a tutto campo, all’interno Ionic spicca anche per la disponibilità di due cinturini differenti per misura, utilizzabili in combinazione tra loro. Altrettanto pregevoli, forme e linee. Dimensioni adatte anche ai polsi più piccoli e l’intelligente accorgimento di rastremare la parte inferiore della cassa verso l’interno per un buon risultato estetico di alleggerire l’insieme.

Soprattutto, considerato il concentrato di tecnologia racchiuso all’interno. Oltre all’elettronica indispensabile per uno smartwatch, in pochi centimetri quadri si trovano infatti accelerometro e giroscopio a tre assi, sensore  ottico per il monitoraggio del battito cardiaco, altimetro e sensore di luce ambientale per regolare la luminosità dell’eccellente display touchscreen Corning Gorilla Glass 3. Inoltre, antenna Wi-Fi 802.11 b/g/n, GPS e  NFC, il trio di componenti che apre le porte a una serie di funzionalità con una marcia in più. Senza dimenticare i 2,5 GB di spazio per memorizzare dati e musica.

Non solo sport

Dall’insieme risulta evidente la spiccata vocazione sportiva, nel pieno rispetto della filosofia Fitibit. Conteggio di passi, calorie, scalini, distanze e monitoraggio del sonno sono però ormai quasi per scontati quando si parla di dispositivi di questo livello. Per fare la differenza serve quindi andare oltre e proprio qua Ionic non esita a farsi notare.

Bastano poche ore affinchè diventi un fedele compagno di viaggio durante l’intera giornata. Dalle notifiche utili a non avere sempre in mano lo smartphone e preservare la batteria, fino ad ascoltare la musica via Bluetooth in modo decisamente più pratico. Quando poi  arriva il momento di passare all’azione, anche il feeling acquista velocità. Poter correre, camminare, andare in bicicletta, nuotare o fare esercizi lasciando a casa il telefono è tutta un’altra cosa. Meno ingombro, meno peso, con tutto quello che serve a portata di polso e fruibile con una mano sola.

In particolare, la presenza del GPS si fa apprezzare per la registrazione diretta dei percorsi, ma anche come strumento utile per numerose app presenti in un catalogo che sta velocemente prendendo consistenza, soprattutto con il recente aggiornamento del firmware. Per gli appassionati del genere, da sottolineare anche l’integrazione di Strava, non priva tuttavia di qualche difficoltà in configurazione e utilizzo.

L’altra faccia dell’innovazione

Un dispositivo con l’ambizione di definire nuovi standard non può tuttavia essere esente da inconvenienti di gioventù. Uno curioso, proprio sulle attività sportive. Fermo restando l’ormai consolidato riconoscimento automatico di numerose discipline  praticate, la registrazione dei percorsi di corsa e bicicletta deve essere avviata e fermata manualmente, come avviene dall’app su smartphone. Due funzioni  all’apparenza correlate, in realtà restano separate.

Inoltre, la sincronizzazione incontra più ostacoli del previsto. A fronte del lungo elenco di dispositivi compatibili, tanti presentano difficoltà, a volte senza riuscirci del tutto. In particolare, tra i marchi più diffusi. emerge una marcata reticenza a collegare i modelli Huawei. Un inconveniente riconducibile alla necessità di far dialogare due sistemi fortemente personalizzati

Infine, una curiosità più di un difetto. La carica avviene naturalmente via USB, peraltro rispettando la scadenza indicata di cinque giorni, anche con un utilizzo occasionale del GPS. La connessione non è pero fruibile per il trasferimento di musica, per la quale è invece indispensabile attivare il Wi-Fi e seguire una procedura non esattamente lineare passando rigorosamente attraverso playlist di iTune o Windows Media Player

Discorso parte per il prezzo. Al primo impatto, 349,99 euro sono certamente una cifra importante. Per molti, più di quanto si è disposti a spendere per lo stesso smartphone. Al di là dei gusti, il nodo potrebbe proprio quello di smarcarsi dal rapporto con il telefono e proporsi quale dispositivo indipendente, in grado di confrontarsi alla pari per funzionalità e destinazione d’uso. Da questo punto di vista, la spesa è certamente più giustificata. Al momento infatti,  dispositivi prettamente sportivi come i vari Garmin e Polar vanno tranquillamente oltre questa cifra e offrono solo le funzioni dedicate, una minima parte di quelle garantite invece da Ionic. Tra l’altro senza confronto sul piano estetico come oggetto da indossare in ogni occasione.

 

Giuseppe Goglio

giuseppe@wearnews.it

Pubblicato il: 15 Dic 2017

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