Dopo Google anche Intel inciampa negli smartglasses e passa oltre

Chiuso senza tanti rimpianti e senza proclami il progetto dal quale doveva scaturire anche un tracker

Il mondo dei wearable ha da qualche giorno un concorrente in meno, ma non è necessariamente una buona notizia per il settore. Dopo la poco felice avventura di Google nel mondo degli smartglasses, ora anche Intel si chiama ufficialmente fuori dalla partita, vanificando importanti investimenti.

Senza una nota ufficiale, ma con una comunicazione indirizzata direttamente a The Verge infatti, l’azienda ufficializza l’intenzione di chiudere la divisione New Devices Group, comprendente più in generale anche gli altri progetti wearable, tra cui il lancio del primo tracker intorno al quale si era già creata una certa attesa.

La decisione è frutto della constatazione di aver investito in un settore dove i riscontri si sono rivelati nettamente inferiori alle attese, soprattutto se paragonate alle abitudini Intel. Indicato comunque come esempio della “grande volontà di differenziare le propria attività”, di fatto viene sancita la fine di Superlight, il nome con il quale è stato finora indicato il progetto incaricato di partorire Vaunt, appunto il primo passo nel mondo smartglasses.

In pratica, a differenza di quanto successo senza esitazioni con i microprocessori, in questo caso è venuta meno l’aspettativa di sollevare l’interesse di partner pronti a completare il progetto e portarlo sul mercato.

Si conferma quindi la grande difficoltà Intel nel seguire di persona prodotti consumer sviluppati internamente. Sempre più marcata, almeno tanto quanto il successo invece nel mondo delle CPU. Di recente infatti, altri esempi hanno manifestato questo limite, a partire dalle collaborazioni con Oakley o Tag Heuer, incapaci di uscire dal ristretto mercato di nicchia.

Se per i diretti rivali, probabilmente si tratta di una buona notizia, per il mercato probabilmente un po’ meno. La tecnologia Vault aveva comunque raggiunto già un livello avanzato e manifestato interessanti potenzialità. Senza l’apporto diretto Intel, il settore rischia di accusare un colpo importante nello sviluppo di soluzioni, venendo a mancare un importante apporto alla ricerca. Almeno fino a quando non si presenterà qualcuno disposto a scommetterci e rilevarla.

Pubblicato il: 23 Aprile 2018

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