Per il record alla Maratona di Londra non serve l’ultimo smartwatch

Tutti i professionisti alla Maratona di Londra indossavano uno smartwatch. Tanti Garmin, ma non solo, e soprattutto non recenti
Passata alla storia per le prestazioni eccezionali degli atleti, la Maratona di Londra ha offerto alcuni spunti interessanti e curiosi anche per alcuni aspetti riguardanti gli smartwatch.
Ai più attenti infatti, non è sfuggito come Sebastian Sawe, l’autore di quella prestazione unica di correre gli oltre 42 km in meno di due ore, per la precisione 1h.59′.30″, nell’occasione non si sia affidato all’ultimo ritrovato della tecnologia, ma a un molto più modesto, all’apparenza, Garmin Forerunner55. Analogamente, la vincitrice della gara femminile Tigst Assefa, aveva al polso un Forerunner 255.
Per la precisione, sul modello esatto dell’atleta keniota sono stati sollevati alcuni dubbi, se anche lui non avesse utilizzato la versione meno recente e più economica dello smartwatch Garmin.

La praticità prima di tutto
Naturalmente, per entrambi, non si tratta di ragioni economiche, ma di un aspetto decisamente più concreto. In condizioni del genere, prima di ogni altra cosa viene la praticità. Intesa anche come peso e ingombro, è tale per cui anche lo smartwatch viene preso in considerazione.
Le funzioni, la qualità del display e alcuni sensori dei Garmin di ultima generazione, non sono infatti indispensabili durante una maratona. Anzi, dimensioni eccessive rischiano di influenzare il movimento quanto basta perché alla fine questo si traduca in secondi. Trascurabili per la maggior parte degli appassionati, possono invece rivelarsi cruciali per un professionista.

Non solo Garmin
Risolta la curiosità di molti che si erano posti la domanda su come mai atleti di fama internazionale, e sponsorizzati, utilizzassero modelli di Garmin sicuramente non tra i più sofisticati,Gadgets & Wearablesha voluto andare più a fondo, alla ricerca dei modelli di smartwatch più utilizzati dagli atleti di prima fascia.
Il risultato è decisamente interessante, e almeno in parte per nulla scontato. La linea generale di favorire la praticità rispetto agli ultimi ritrovati della tecnologia o materiali pregiati, è ampiamente condivisa. Scorrendo la classificaperò, non si parla più solo di Garmin. Il secondo arrivato della gara maschile, Yomif Kejelcha, anche lui al di sotto delle due ore, indossava un Coros Pace 3.
Uno smartwatch simile a quello scelto dalla vincitrice dell’edizione 2025 Hellen Obiri, arrivata quest’anno seconda, la cui scelta è invece ricaduta sul più recente Pace 4.
Per i non addetti ai lavori, una scelta solo all’apparenza insolita. A differenza dei rivali, la scelta Coros infatti è di concentrarsi esclusivamente su smartwatch pensati per la corsa, guardando quindi prima di tutto a peso, dimensioni e affidabilità. Non un mercato dai grandi numeri, ma sicuramente più stabile nel tempo una volta dimostrata la qualità.
La sorpresa forse più interessante arriva però forse da Jacob Kiplimo. Al polso del terzo arrivato della Maratona di Londra lo smartwatch c’era un Samsung Galaxy Watch 8.Scelta tra le meno frequenti per chi pratica sport, va in parte controcorrenteanche con le recenti tendenze di mercato. Da non escludere, si tratti comunque di una decisione legata espressamente a una sponsorizzazione.
Pubblicato il 29/4/2026


