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L’operazione Vision Pro parte dalla sala operatoria






Più del mondo consumer, uno dei primi veri banchi di prova per Vision Pro sarà la Sanità, e la chirurgia in particolare

Al di fuori delle scene plateali diffuse nei giorni seguenti il lancio, al momento il vero destino di Vision Pro difficilmente sarà per strada o al volante di una machina. Ma anche una presenza diffusa nel salotto di casa è un’ipotesi ancora remota.

Le coreografie di circostanza in pieno stile Apple, con centinaia tra addetti e pubblico fin troppo entusiasta per sembrare spontaneo, questa volta si sono tradotte in un numero decisamente inferiore di vendite rispetto alle abitudini di iPhone o iPad.

Situazione d’altra parte prevedibile, e non solo per il prezzo di 3.500 dollari. Per quanto ufficialmente siano seicento le applicazioni disponibili, alcune assenze, a partire da Netflix, pesano sicuramente.

Spazio a Vision Pro nella Sanità

Probabilmente però, niente di preoccupante per Apple. Le caratteristiche di Vision Pro sono tali da collocarlo al momento in ambito professionale. Secondo GlobalData, tra i settori più promettenti, il mondo aerospaziale e soprattutto la chirurgia.

Situazioni d’altra parte più in linea con l’investimento e già abituati a utilizzare strumenti del genere. Nella chirurgia in particolare, qualsiasi supporto in grado di aumentare qualità e sicurezza di un intervento o consentire a un chirurgo di operare a distanza, è il benvenuto.

Scenari dove però non sono ammessi compromessi. Il margine di errore è infatti praticamente nullo e ogni aspetto diventa fondamentale, compresi i punti delicati di Vision Pro come comfort e autonomia.

Nuovi scenari per interventi a distanza e diagnosi

Eppure è proprio in queste aree dove gli analisti vedono al momento le maggioro prospettive. Tecnologie come ologrammi, realtà aumentata e realtà virtuale non sono certo novità in sala operatoria. Non ci si può tuttavia limitare a sovrapporre elementi alla scena reale. Affidabilità e precisione devono essere fuori discussione, offrendo un supporto al chirurgo, ma senza interferire con l’operato.

A conferma dell’interesse, ci sono già una quarantina di startup impegnate nel settore. Sfruttare cioè il potenziale di Vision Pro e dello Spatial Computing per sviluppare applicazioni dedicate al mondo della Sanità. Anche uno dei pochi  dove l’investimento rientra ampiamente nelle spese dell’attrezzatura.

Tra i primi risultati, l’ulteriore sviluppo di soluzioni già in uso. Operare a distanza oggi è già la regola in tanti ospedali, sfruttando connessioni video e robot ad alta precisione. Vision Pro può aggiungere una visione più realistica della situazione, senza costringere il chirurgo a lavorare in una postazione dedicata, eseguendo movimenti meno naturali.

Se la sala operatoria si presenta già come potenziale porta di ingresso per Vision Pro nel mondo della Sanità, sono diverse le applicazioni già allo studio. Al servizio per esempio, di una diagnostica più precisa a livello cardiovascolare o per l’individuazione di tumori, o il supporto all’ortopedia.

Pubblicato il 12/2/2024

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