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Grazie alle smart patch, sempre più attaccati alla salute






Già sfruttate nelle cure per il diabete, le smart patch sono destinate a diventare alleate preziose nella vita quotidiana

Chiunque ha dovuto almeno una volta fare i conti con problemi alla schiena, molto probabilmente tra i vari potenziali rimedi ha provato anche soluzioni come i cerotti riscaldanti o semplicemente antidolorifici. Sempre più spesso, nei prossimi anni si potrà contare anche su una versione più sofisticata. Al momento ancora piuttosto limitato, il settore delle smartpatch registra una crescita interessante, per numeri e potenzialità.

Secondo ResearchAndMarkets.com, si tratta di un mercato ormai arrivato a un valore di 10,6 miliardi di dollari a fine 2022, con una previsione di crescita del 10,19% all’anno fino al 2031, quando dovrebbe arrivare a quota 26,8 miliardi di dollari.

Questo grazie anche all’aumentare delle potenziali applicazioni e dai riscontri ricavati dalle prima applicazioni diffuse. In Europa e in Italia non se ne parla ancora molto, ma è solo questione di tempo. Gli effetti sulle cure e la praticità di una soluzione molto poco invasiva, la rendono efficace e molto gradita ai pazienti.

Inoltre, le smart patch, praticamente dei cerotti muniti di sensori e relativa elettronica, sono adatti a monitorare parametri fisiologici per periodi limitati, somministrando al tempo stesso eventuali farmaci per via cutanea.

L’esempio nelle cure per il diabete

Inoltre, l’evoluzione le sta rendendo tra le altre cose, strumenti sempre più adatti alla gestione del diabete. Un settore dove invece le smart patch stanno ormai diventando la regola anche dalle nostre parti. Aggiungendo la possibilità di avere sempre sotto controllo i relativi parametri, disponibili da remoto anche ai sanitari.

Un altro settore dove si stanno rivelando utili è la cura di problemi cardiaci o semplicemente un’analisi più approfondita e continua di potenziali sintomi, senza dover costringere il paziente a frequenti visite di controllo, con un monitoraggio praticamente costante.

Al momento, smart patch resta comunque praticamente sinonimo di cure per il diabete. Queste applicazioni riguardano infatti l’82,23% dei casi, seguite a grandissima distanza da questioni cardiache, nel 9,4% delle applicazioni.

Foto: Covestro

Il meglio deve ancora arrivare

L’aspetto per certi versi interessante è però quella piccola quota restante, dove si sta concentrando buona parte della ricerca, verso nuove potenziali applicazioni. Dallo sport al benessere, dall’analizzare una postura a dosare un medicamento a seconda delle esigenze, le prospettive sono tante e quasi tutte da scoprire.

L’estrema praticità rende infatti le smart patch soluzioni accettate e sopportate dai pazienti senza particolari difficoltà. La possibilità inoltre di conoscere all’istante il quadro di salute di una persona, permette di migliorare l’efficacia di una cura, superando prescrizioni schematiche e senza il rischio di dimenticanze.

Basti pensare per esempio alla praticità di un potenziale Holter effettuato con smartpatch al posto dei tradizionali sistemi con sensori, cavi e ricevitore, oppure alla qualità nell’assistenza di anziani, senza doverli necessariamente trasportare fuori dall’abitazione. Il tutto, con costi decisamente concorrenziali rispetto alle soluzioni attuali.

Pubblicato il 14/12/2023


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