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Le Dyson Zone pronte a mettere la maschera e fare sul serio






Il curioso progetto di cuffie con mascherina antismog smart integrata Dyson Zone pronto ad affrontare il mercato, ma l’Italia dovrà aspettare

Presentate la scorsa primavera fa e accolte con un misto tra curiosità e diffidenza, contro buona parte delle previsioni le cuffie Dyson Zone sono invece pronte a essere ufficialmente disponibili. A gennaio infatti, sarà possibile ordinare e acquistare la soluzione pensata per combinare l’intrattenimento con una tanto originale quanto strana soluzione per combattere l’inquinamento urbano.

Più delle dimensioni importanti dei padiglioni, Dyson Zone ha fatto subito discutere per la vistosa appendice anteriore. Quando montata, una sorta di maschera antismog a coprire bocca e naso, per consentire di respirare aria pulita opportunamente filtrata.

Pur nel rispetto della ormai rinomata attenzione dell’azienda per lo stile, il design, i materiali impiegati e l’affidabilità per i propri dispositivi, qualche cosa di oggettivamente difficile da immaginare nell’uso comune. D’altra parte, lo stesso si sarebbe potuto dire a suo tempo per il costo degli aspirapolveri e simili, oggi diventati invece quasi oggetti da esibire.

L’insolita combiazione di cuffie e mascherina smart

Aspetto insolito a parte, le Dyson Zone promettono comunque di eseguire al meglio il compito affidato loro anche in questa occasione. Più precisamente, i compiti, dal momento che si tratta di una effettivamente geniale combinazione di due funzioni all’apparenza totalmente distinte, accomunate solo dalla posizione.

A partire dall’ascolto audio. Le cuffie garantiscono infatti un sistema di cancellazione del rumore insolito. Sono ben undici i microfoni impiegati per leggere gli effetti ambientali, selezionarli ed eventualmente contrastarli. In particolare, il Sistema ANC ne sfrutta otto per ridurre il suono della città fino a 38 dB. Si parla di microfoni in grado di monitorare i suoni circostanti fino a 384mila volte al secondo.

Inoltre, secondo Dyson il driver dell’altoparlante, l’elettronica, il sistema meccanico, i materiali e l’acustica sono stati progettati per ridurre al minimo la distorsione. L’uscita del driver è ulteriormente equalizzata da un’elaborazione intelligente del segnale 48mila volte al secondo. Combinata alla cancellazione del rumore, neutralizza la distorsione armonica a livelli impercettibili sull’intera gamma di frequenze. Per i più esperti, si parla di 0,08% @ 94dB @1kHz.

Ideali per cambiare aria

Le dimensioni superiori alla media dei padiglioni auricolari non sono un vezzo delle Dyson Zone. Servono infatti a trovare spazio anche per due compressori necessari alla seconda funzione. Quella definita come una visiera removibile, in realtà più simile alla mentoniera di un casco per moto, filtra l’aria in modo tra trasmetterla pulita verso naso e bocca.

Secondo le dichiarazioni, i filtri elettrostatici intercambiabili catturano il 99% di particelle inquinanti fino a 0,1 micron, mentre i filtri ai carboni attivi K-Carbon, arricchiti di potassio, sono in grado di catturare i gas acidi, quelli maggiormente associati all’inquinamento urbano. 

L’idea Dyson Zone nasce anche da alcune considerazioni ineccepibili. Nell’Unione Europea l’inquinamento acustico colpisce un cittadino su cinque Addirittura, il 90% degli utenti del trasporto di massa di New York City è esposto a livelli superiori al limite di decibel raccomandato.

L’inquinamento atmosferico è anche un problema globale. Il 99% della popolazione mondiale vive in aree che superano i livelli di sicurezza per l’inquinamento stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Se a questo si aggiunge l’ormai rinomata abilità Dyson anche nel marketing, facile immaginare come tra non molto non sarà così strano incrociare per strada o sui mezzi pubblici persone con indosso questa strana via di messo tra una cuffia, una maschera antigas e un casco per moto.

Per i più curiosi e innovativi però, c’è una brutta notizia. La disponibilità a partire da gennaio riguarderà solo la Cina. Altri Stati, tra cui USA e Gran Bretagna, dovranno aspettare marzo, mentre per i restanti, al momento non ci sono indicazioni.

Nel frattempo però, per gli interessati è meglio iniziare a mettere da parte dei risparmi, perché il costo è decisamente in linea con le abitudini dell’azienda. Si parla infatti di cifre intorno ai 950 dollari. Ai quali aggiungere la spesa per i filtri di ricambio una volta all’anno.

Pubblicato il 13/12/2022


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