L’idea TicWatch Ultra 3 GPS di uno smartwatch pronto a tutto






Votato per l’avventura, TicWatch Pro Ultra 3 GPS racchiude il meglio di Mobvoi per l’analisi dei dati e scommette du Google Wear OS

Destinato a passare tutta la giornata, quando anche non la notte, al polso, lo smartwatch è speso il dispositivo tecnologico più utilizzato. Per questo, anche in modelli votati all’avventura, funzionalità per la vita di tutti i giorni ed estetica restano elementi essenziali. Messaggio recepito piuttosto bene da TicWatch Pro Ultra 3 GPS.

Non necessariamente tra i modelli al momento più noti, il progetto Mobvoi presenta alcuni tratti interessanti, a partire dall’approccio. Non si parla infatti della tradizionale azienda produttrice di hardware, quanto invece di una realtà più incentrata anche sul software e l’intelligenza artificiale in particolare, con applicazioni nel quotidiano.

Questo non fa automaticamente di TicWatch Pro Ultra 3 GPS uno smartwatch diverso da tutti gli altri. Anzi, materiali, linee e funzioni non si discostano più di tanto dallo standard. La differenza è semmai nell’inseguire un’analisi dei dati di livello superiore.

I dettagli fanno la differenza

Il risultato è quindi interessante. La cassa in acciaio e plastica è rotonda con diametro di 48 mm. Piuttosto grande quindi, importante però per assolvere ai compiti della destinazione d’uso principale rivolta al’outdoor.

Il display AMOLED da 1.4” ha una buona  risoluzione di 454×454 pixel. Qui, si presenta la prima interessante particolarità. Non tanto per l’opzione sempre acceso, quanto per una sorta di doppio sistema con retroilluminazione colorata – a scelta -, utile soprattutto in condizioni di luce scarsa senza pesare più del necessario sull’autonomia.

Scelta per certi versi simile per quanto riguarda il processore. La piattaforma Qualcomm Snapdragon 4100 è integrata dal sistema a doppio processore Mobvoi. Utile anche per rispendere a requisiti superiori di affidabilità.

Nonostante questo, l’autonomia dichiarata si spinge a livelli insolitamente alti. Nelle giornate più tranquille si può infatti arrivare a un mese e mezzo. D’altra parte, pronti a ridursi drasticamente fino a non più di tre giorni sfruttandone tutte le funzioni.

Al riguardo non sono fornite ulteriori indicazioni. Viene quindi da chiedersi come sia necessario comportarsi per dimenticarsi del caricatore per più quarantacinque giorni. Limitare la differenza all’uso del GPS sembra veramente eccessivo.

Fiducia in Wear OS

Prevedibilmente completa la lista di funzioni disponibili, praticamente tutte quelle offerte da uno smartwatch di ultima generazione. L’aspetto meno scontato però, è alla base, con l’adozione di Wear OS.

Tra gli aspetti particolari da sottolineare, il barometro integrato, utile soprattutto nelle attività in montagna o comunque su percorsi mossi. Situazioni durante le quali può rivelarsi utile la possibilità di ricevere notifiche nel caso la frequenza cardiaca rilevata superi una soglia di attenzione, o presenti irregolarità sospette.

Non mancano naturalmente anche monitoraggio del sonno, analisi del livello di stress o anche solo di affaticamento in fase di allenamento. L’obiettivo di TicWatch Pro Ultra 3 GPS è risucire a farlo però con maggiore affidabilità. Come anche per la lettura del livello di ossigeno nel sangue, il cui rilevamento è continuo e non solo durante il sonno, si tratta comunque sempre di valori indicativi, senza certificazioni di livello medico.

L’abbinamento con Google si porta naturalmente in dote le relative funzioni aggiuntive, a partire da Pay per i pagamenti contactless, Spotify per la musica (un solo GB lo spazio di memoria interna), meteo, Assistant e calendario.

Il prezzo risultante è una sorta di via di mezzo tra i modelli concepiti espressamente per l’outdoor e quelli invece più tradizionali. In ogni caso i 299, 99 euro restano comunque una cifra piuttosto impegnativa, il cui valore è da dimostrare sul campo.


Pubblicato il 19/11/2021

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