Con il trio GTR 3 e GTS 3 e GTR 3 Pro Amazfit inizia una nuova sfida






La svolta Amazfit introdotta da un nuovo logo, punta sui tre nuovi smartwatch GTR 3 e GTS 3 e GTR 3 Pro, completi quasi di tutto

Per Amazfit è arrivato il momento di uscire dall’orbita Xiaomi, o almeno provarci, per affermarsi come marchio distinto. L’azienda cinese proprietà di Zepp Health, la recente denominazione lasciato il nome Huami, arrivata alla ribalta soprattutto grazie alla stretta collaborazione con la stessa Xiaomi con la quale condivide la filosofia, non nasconde le proprie ambizioni, e mette subito in campo annunci importanti, a partire da tre nuovi smartwatch GTR 3 e GTS 3 e GTR 3 Pro.

Sul fronte delle funzionalità però, non emergono particolari novità. Almeno, non all’esterno.  La scommessa principale Amazfit è infatti nel sistema operativo. Una versione tutta nuova e soprattutto dedicata. In pratica Zepp OS ricalca la filosofia Fitbit OS, proprio nel momento in cui da questa trapela la prospettiva di una progressiva integrazione con WearOS di Google.

Tre modelli, stesso cuore Zepp OS

La motivazione resta comunque valida. Invece di adattare un sistema operativo nato su dispositivi diversi, pensarne uno invece su misura per gli smartwatch. Per i nuovi GTR 3 e GTS 3 e GTR 3 Pro, l’obiettivo è dimostrare maggiore potenza e versatilità, minori consumi e soprattutto la possibilità di dispositivi pi compatti.

Il risultato sono tre modelli con schermo rispettivamente di 1,45”, 1,39” e1,75”. Rotondi i primi due, quadrato il terzo. Con un’attenzione non scontata al design, risultato della collaborazione con protagonisti nel mondo della moda quali Heliot Emil e Christian Cowan.

Autonomia e personalizzazione, per provare a distinguersi

Se il GTR 3 utilizza un display AMOLED HD, gli altri due prevedono invece un più efficace AMOLED Ultra HD. Diverse di conseguenza anche le risoluzioni. Per il GTR 3 si parla di 331 ppi, 326 ppi per il GTS 3 e infine 341 ppi per il GTR 3 Pro. Buoni i risultati sul fronte del peso, compreso tra 24 grammi e 32 grammi.

Allineamento pressoché totale alle tendenze più attuali sul fronte delle funzionalità. In particolare, guardando al benessere emerge la lettura di frequenza cardiaca e relativo calcolo di ossigeno nel sangue, livello di stress e frequenza respiratoria in meno di un minuto.

Oltre alla scelta tra circa 150 varianti per il quadrante, lo spazio di personalizzazione va in una direzione meno scontata, grazie ala possibilità di inserire una sorta di tasti di scelta rapida sulla schermata principale. Di serie, anche GPS e interfaccia vocale con Amazon Alexa, ma non si parla di ECG, temperatura corporea e VO2 Max.

GTR 3 Pro, il più ambizioso

In dettaglio, Amazfit GTR 3 Pro non nasconde l’ambizione di competere con i modelli più blasonati. Il quadrante rotondo sfrutta la rotazione della ghiera per i comandi, mentre è soprattutto l’autonomia a fare la differenza, L’azienda parla infatti di dodici giorni, uso del GPS a parte. Prevista anche una dotazione di memoria interna da 2,3 GB, fruibile anche per la musica.

Anche per il costo, si rivela il più ambizioso, Abbandonate almeno in parte le politiche del minor prezzo in assoluto, è fissato  a 199,99 euro.

GTR 3 e GTS 3, alternativa rotonda o quadrata

Per chi si accontenta di un display leggermente più piccolo, e non è interessato alla connettività Wi-Fi ed è disposto a rinunciare anche all’interfaccia vocale,  il GTR 3 permette di ridurre la spesa a 149,99 euro, In cambio però, grazie alla stessa batteria, un’autonomia magione, estesa fino a tre settimane.

Infine, la versione quadrata del GTS 3. Anche il più leggero tra i nuovi smartwatch Amazfit si allinea al prezzo si 149,99 euro.

A sancire definitivamente il passaggio generazionale di Amazfit, contribuisce anche un nuovo logo, accompagnato da uno slogan Up Your Game.


Pubblicato il 12/10/2021

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