Sempre al meglio della forma con la maglietta smart






Messa a punto da ricercatori polacchi una maglietta smart utile a tracciare l’attività fisica, prevenendo anche gli infortuni

La maggior parte dei parametri vitali hanno origine sulla parte del corpo delimitata dal busto. La stesa coperta praticamente per intero dalle magliette. Questa combinazione spinge la ricerca in direzione dell’abbigliamento smart e in particolare le magliette a uso sportivo, ma non solo.

Interessante il risultato raggiunto dalla Military University of Technology di Varsavia, con un prototipo in grado di analizzare l’attività fisica e rilevare frequenza cardiaca, temperatura, respirazione e altri parametri utili a tracciare l’attività per tenere sotto controllo lo stato di salute e migliorare le prestazioni.

Lo studio è già in fase avanzata, al punto di essere pronta alla commercializzazione, già affidata a NUTPro. Non sono però ancora noti  i termini e i tempi.

La maglietta smart è essa stessa il sensore

Il risultato della maglietta smart sfrutta alcuni tra i più recenti sviluppi della tecnologia. Il sensore si trova al centro del capo di abbigliamento, studiato in modo da non dare fastidio anche durante gli esercizi prolungati.

Per buona parte, merito anche della grafite, utilizzata all’interno del tessuto e sfruttata per la capacità di trasmettere informazioni senza irritare la pelle.

I ricercatori guidati dal Dr. Mariusz Chmielewski si sono ispirati a tecnologie già impiegate nel settore medico, a partire dall’Holter. In pratica, gli elettrodi tradizionali sono sostituiti dalle trame di grafite. In questo modo, ogni centimetro della superficie di contatto tra maglietta smart e pelle si trasforma in un sensore.

Nel campo professionale, oggi questo avviene utilizzando in genere apparecchi wearable dedicati, attraverso la fotopletismografia, non senza problemi di praticità e affidabilità.

Immagine: archivio

Più prestazioni e più salute

La maglietta smart dell’università polacca riesce anche a spingere oltre. Non si tratta solamente  di un modo diverso e più efficace di rilevare parametri. Analizzando una superficie più ampia, si riesce anche a valutare l’esatta esecuzione di un esercizio e i relativi effetti sulla muscolatura.

Mentre uno smartwatch si limita infatti a dedurre uno sforzo dai movimenti e dalla variazione nella frequenza cardiaca, in questo caso è possibile tenere sotto controllo anche lo sforzo compiuto da un muscolo e prevenire quindi gli infortuni.

In più, con l’aspetto altrettanto importante di eseguire i rilevamenti in situazioni reali, con qualsiasi condizione di terreno e clima, senza doverle simulare in laboratorio.

Considerazioni dalle quali è infine facile ipotizzare un’estensione della applicazioni proprio al campo medico. Da una semplice evoluzione dell’Holter, a un supporto per le fasi di riabilitazione o altre situazioni con problemi all’apparato motorio.


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