Acquisita Firstbeat, Garmin è pronta a disegnare i nuovi smartwatch






L’acquisizione di Firstbeat mette Garmin in condizioni di decidere il futuro di un algoritmo di fitness usato anche da tanti rivali

Un’importante operazione può segnare cambiamenti nel mondo wearable. Garmin infatti, ha acquisito Firstbeat Analytics. Forse non tanto nota al grande pubblico Firstbeat è però titolare di uno dei più evoluti sistemi di rilevamento e analisi dei dati sulla salute e soprattutto sull’attività sportiva a livello professionale.

Per certi versi, il passo successivo a una collaborazione già in atto da tempo. Le potenzialità degli algoritmi Firstbeat sono già al centro delle funzioni fitness di numerosi modelli Garmin. Si parla di analisi come impatto degli allenamenti, carichi di lavoro, condizione atletica, recupero fisico, controllo dell’ossigenazione nel sangue e altri dati ancora.

Importante sottolineare, Firstbeat si dedica solo al software, vendendo fino a oggi la propria tecnologia a produttori di smartwatch o sensori dedicati. Questo significa trovarne tracce su diversi dispositivi, favorendo una certa uninformità di mercato.

Così Garmin entra in casa dei concorrenti

L’occhio attento di Wearable ha infatti individuato funzioni molto simili a quelle integrate nei modelli Garmin anche in wearble Huawei, Amazfit, Casio e anche Xiaomi.

Ora però, il discorso è destinato a cambiare. Facile infatti immaginare l’intenzione Garmin di diventare fruitore esclusivo delle tecnologie Firstbeat. Costringendo quindi i concorrenti a cercare una soluzione alternative.

La posizione Garmin sul mercato smartwatch ultimamente si è consolidata al terzo posto, dietro gli irraggiungibili Apple e Samsung. Il problema vero però, è l’avvicinarsi alle spalle di Huawei, nella cui scia avanzano Xiaomi, Amazfit e anche Oppo.

Garmin tiene le redini del fitness

Ora, l’investimento mette Garmin in una posizione privilegiata. Nel caso decidesse di interrompere la fornitura dell’algoritmo ai rivali, questi sarebbero costretti a rimediare in proprio. Quindi, aumentando i costi di produzione e venendo almeno in parte a perdere uno dei vantaggi di sviluppare e produrre in Asia.

Altrimenti, le entrate per continuare a sfruttare la tecnologia aiuterebbero la stessa Garmin  a restare più concorrenziale su mercato anche sotto il profilo dei costi.

Al momento, la seconda strada sembra la più gettonata. Secondo le dichiarazioni, Firstbeat resterà operativa nella sede finlandese e continuerà a operare in modo autonomo.

Molto più difficile pensare però possa restare valida anche nel lungo termine. Sicuramente, gli introiti legati alle licenza sono consistenti. Una volta rientrati dell’investimento però – i cui termini non sono stati resi pubblici -, conoscendo anche la scarsa propensione Garmin al dialogo e alla condivisione è facile pensare come il desiderio di tenere tutto per sé abbia il sopravvento.


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