Non a caso, anche per Oppo smartwatch si traduce con Watch






Dalle forme all’ECG, emergono i dettagli del prossimo smartwatch Oppo, molto simili a Watch, con grande attenzione all’autonomia

C’era una certa attesa per l’evento Oppo di venerdì 6 marzo. Per l’arrivo ufficiale del nuovo smartphone Find X2 Pro intenzionato a sfidare ad armi pari Apple Watch, prezzo compreso. Sul fronte dell’annuncio, attese soddisfatte da un evento in grande stile. In secondo piani invece, almeno per il momento, la sfida smartwatch.

Tuttavia, dopo l’evento Oppo, qualche dettaglio è comunque emerso. Abbastanza da capire fino a che punto potrà spingersi la sfida Watch, simile al diretto rivale non solo nel nome.

Anche se nel recente passato Oppo si è distinta per progetti decisamente originali, come il display più volte pieghevole anche su smartwatch, il risultato atteso è in realtà molto simile ai canoni più diffusi per il settore.

Watch contro Watch

Senza tanti giri di parole, Oppo Watch sarà molto vicino, praticamente un eufemismo a Apple Watch come linee. Il suo arrivo sul mercato è previsto per il 26 marzo, ma solo in Cina.

L’azienda crede infatti molto anche nel wearable, al punto da mettere in programma una presentazione dedicata e rivolta al mondo Occidentale. Si prevede, sempre verso la fine del mese.

Anche per questo, i dettagli sono comunque noti. La similitudine è a tutti gli effetti evidente. Come probabilmente voluto, abbastanza da faticare a distinguerli a prima vista. Il display AMOLED appare incurvato, in due versioni da 1,6” e 1,9”, corrispondenti a dimensioni di 41mm e 46 mm rispettivamente.

La configurazione prevede processore Qualcomm MSM8909W Snapdragon Wear 2500, con 8 GB di memoria interna a supporto di un GB di RAM integrata. Soprattutto, una versione personalizzata di Google Wear OS, ribattezzata Color OS.

Simile anche nelle virtù

Le somiglianze però, non si limitano all’estetica. Per giustificare un prezzo comunque di un certo rilievo, tra 215 dollari e 288 dollari circa, servono funzionalità di alto livello, e su questo Oppo non si è tirata indietro.

Watch infatti, integra come facile prevedere il GPS, ma soprattutto la modalità ECG, al momento ambita da tanti ma riservata a una ristretta elite in grado di dimostrarne l’effettiva compatibilità con i requisiti medici.

Tutto questo rende però indispensabile grande attenzione anche all’autonomia, e la risposta non si fa attendere. Il sistema di gestione dell’energia VOOC prevede la presenza di un secondo processore Apollo, utile a seconda del tipo di uso per controllare melgio i consumi.

Risultato, un’autonomia dichiara fino a 40 ore, estensibili addirittura fino a 21 giorni con il profilo di risparmio energetico. Inoltre, 17 minuti di ricarica promettono di recuperare il 50% della batteria.

La presenza della eSIM infine, aprirà alla possibilità di uno smartwatch totalmente indipendente. Almeno in teoria, vista gli scarsi consensi finora raccolti da questa opzione.

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