Ora è ufficiale, uno smartwatch aiuta a vivere meglio






Il caso di un giornalista norvegese salvato da Watch dopo una caduta, nel momento in cui Apple avvia iniziative in favore della prevenzione

La posta in gioco nella sfida smartwatch nel mondo della Sanità è troppo alta per trascurare anche la minima opportunità in questa direzione. Più di ogni altro, è al momento Apple ad aver imboccato la giusta direzione. Primo, e al momento unico, marchio consumer ad aver certificato funzioni cliniche per Watch (solo nelgi USA), non perde tempo a sfruttare il vantaggio acquisito. Anche perché, addirittura non cercati, i riscontri sul campo non tardano ad arrivare.

Watch salva la vita

È quanto successo infatti a un giornalista norvegese della testata Computerworld locale. Si tratta di Toralv Østvang, 67enne in viaggio di piacere presso amici. Come racconta lui stesso, si è trovato a doversi alzare di notte per andare in bagno. In un ambiente non familiare, muovendosi al buio è inciampato e caduto lungo il percorso, perdendo i sensi.

Qua, è entrato in funzione Apple Watch 4, con la relativa funzione di rilevamento della cadute. Giroscopio e accelerometro presenti nella maggior parte degli smartwatch, in questo caso infatti sono sfruttati da un software in grado di riconoscere il movimento sospetto, il relativo immobilismo prolungato oltre il minuto successivo e individuare la situazione di pericolo.

Prontamente, Watch ha attivato la procedure di emergenza prevista. Chiamata al numero memorizzato, nel caso specifico la moglie, e conseguente invio di soccorsi sul posto a verificare la situazione. Tutto si è così risolto, se non al meglio, sicuramente meno peggio di come potesse finire.

Le piccole fratture a naso, arcata sopracciliare e mandibola di Toralv Østvang sono state curate per tempo, lasciando al protagonista soprattutto il brutto ricordo. Oltre alla magra consolazione di aver sperimentato di persona funzionalità di cui spesso un giornalista IT sente solo parlare.

Quando il marketing è tutta salute

Di fronte a situazioni del genere cambia anche il modo di interpretare alcune strategie Apple, altrimenti più facili da ricondurre solamente a campagne di marketing.

Per il Heart Month negli Stati Uniti, l’azienda ha infatti deciso di proporre un’Activity Challenge ai proprietari di Watch. Una campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie al cuore, proposta nei punti vendita di San Francisco, Chicago e New York.

L’obiettivo è sfruttare l’attendibilità dell’app per ECG al fine di aiutare gli utenti a individuare per tempo eventuali aritmie cardiache. Grazie all’utilizzo prolungato di Watch, i dati raccolti contribuiscano nel tempo a definire un quadro clinico preciso e aiutano il paziente a conoscere meglio il proprio fisico.

Per esempio, come sottolinea Apple, il 2% dei giovani, e il 9% sopra i 65 anni, soffrono di fibrillazione atriale. Individuarla per tempo, e di persona ha già contribuito a migliorare la prevenzione, anche solo sensibilizzando a cambiare stili di vita sedentari o correggendo l’alimentazione.  

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