In cerca della medicina giusta, Asus punta tutto su VivoWatch BP







Affidate alla lettura dei parametri vitali le rinnovate ambizioni in un settore privo di soddisfazioni, in attesa però di certificazione

I risultati finora raggiunti da Asus nel mondo smartwatch possono considerarsi tutto tranne soddisfacenti. La qualità del marchio tuttavia, resta difficile da mettere in discussione, quindi più di potenzialità il problema può essere di strategia.

Con l’inizio della nuova sfida nel mondo wearable, l’affidabilità dei dispositivi indossabili anche in campo medico, la posta in gioco è decisamente alta e Asus non ha quindi esitato a riprovarci. Le speranza di riscatto sono affidate a VivoWatch BP, arrivato finalmente in Italia dopo  il debutto ormai risalente al Computex 2018.

Quadro clinico completo

Punto di forza, non tanto la coppia di sensori ECG, quanto il sensore PPG, in grado di offrire le necessarie garanzie sotto il profilo medico. La fotopletismografia, PPG appunto, è infatti un metodo di misurazione ottica capace di misurare la variazione del volume del sangue attraverso la distensione di arterie nel tessuto sottocutaneo.

Affiancati dalla tecnologia Asus HealthAI, questi sensori  assicurano il necessario monitoraggio 24/7 della pressione sanguigna e un’analisi dei principali parametri di salute. Oltre naturalmente agli immancabili monitoraggi di allenamenti  e le altre funzionalità tipiche di uno smartwatch.

A farne le spese almeno in parte, design e forme difficili da definire accattivanti. Per quanto innovativo, il sensore per il dito non aiuta di certo. D’altra parte, questo ha permesso anche di adottare una batteria con autonomia dichiarata di 28 giorni. Interessante anche il risultato raggiunto in termini di peso, contenendo il tutto in 35 grammi.

Secondo quanto dichiarato da Asus, tra i punti di forza di VivoWatch BP, la possibilità di garantire le misurazioni in qualsiasi situazione, senza quindi necessità di sedersi.

Aspetto però importante da sottolineare, sulla pagina dedicata a VivoWatch BP nel sito ufficiale Asus, viene indicato chiaramente come
“non è un dispositivo medico e non è destinato alla diagnosi di condizioni mediche. I risultati delle misurazioni sono solo di riferimento”.

Cartella clinica a portata di clic

Complemento di VivoWatch BP è la relativa app HealthConnect. Un algoritmo proprietario analizzar i dati dei sensori ECG e PPG, li combina con altri parametri sulla salute per produrre consigli personalizzati nella gestione della propria salute e forma fisica.

La novità non è tanto da ricercare nella valutazione degli obiettivi quotidiani di esercizio e riposo, ormai parte integrante di qualsiasi smartwatch, quanto la ricerca di un livello superiore in termini di affidabilità e personalizzazione effettiva, non basata cioè soprattutto su statistiche.

Per questo, VivoWatch BP integra anche il GPS, mentre un pedometro punta a migliorare l’affidabilità nel conteggio quotidiano dei passi. Inoltre, un indicatore della frequenza cardiaca aerobica fornisce notifiche sia visive sia con vibrazione per segnarle un esercizio svolto correttamente o quando si va sotto sforzo.

Se Asus VivoWatch BP sarà capace di tenere fede alle promesse, allora potrebbe rivelarsi decisamente interessante il prezzo di 199,90 euro, decisamente inferiore a prodotti con caratteristiche confrontabili. L’assenza al momento di certificazione tuttavia, lo riporta decisamente più in linea con la concorrenza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.