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I Maverick fanno volare alto le ambizioni degli smartglasses






L’esperienza Everysight pronta a segnare la svolta nel mondo degli smartglasses. I Maverick sono più compatti, potenti e versatili

Al momento sono due gli ostacoli più importanti per chi vuole affrontare la sfida nel mondo smartglasses. Da una parte, ridurre dimensioni e peso, impresa al momento raggiungibile solo limitandosi alle funzioni audio, escludendo quindi la realtà aumentata. Dall’altra, offrire un catalogo di applicazioni abbastanza ampio da interessare un numero di potenziali utenti sufficientemente grande da ricavarne dei guadagni. Esattamente i punti sui quali si sta soffermando Everysight con l’ultimo progetto Maverick.

Per i più attenti, il nome non è nuovo. Al contrario, Everysight è stata con i Raptor tra i primi a proporre un modello di smartglasses destinato al mondo del ciclismo, realmente utilizzabili e pratici. Come tutti i modelli della propria generazione, con i limiti sopra indicati.

Smartglasses di nuova generazione

Fatto tesoro di questa esperienza, dopo alcuni anni di silenzio, Everysight è pronta a rilanciare la sfida. Dalle prime anticipazioni, i segnali di un potenziale successo non mancano. Nel momento in cui Apple lancerà ufficialmente Vision Pro, il settore registrerà sicuramente un’impennata di interesse e farsi trovare pronti con un’alternativa è fondamentale.

I Maverick sono il risultato prima di tutto di un’attenta ricerca estetica. I passi avanti sul fronte dell’ottimizzazione dei componenti hano portato a forme sicuramente meno vistose, con linee non molto diverse da tanti occhiali da sole di uso comune.

I dettagli completi verranno diffusi tra pochi giorni al CES 2023. Alcuni particolari però, sono già pubblici, e sicuramente interessanti. Intanto, non si tratta di un paio di smartglasses con un uso specifico. Al contrario, questa volta l’obiettivo è attirare più attenzione possibile.

Versatilità e praticità, la versa sfida

Quindi, fermo restando il ciclismo e lo sport più in generale, uno strumento pensato anche per guardare video o dedicarsi a un videogioco. Ancora, da sfruttare per farsi guidare verso una destinazione o gestire le classiche notifiche, con in più la possibilità di navigare sul Web. Oltre a funzioni più evolute, a partire dalla traduzione di testi inquadrati dalla videocamera integrata.

Solo alcune delle funzioni ipotizzabili, utili a stimolare la fantasia degli sviluppatori, non a caso i primi ai quali sono rivolti i Maverick in attesa della presentazione ufficiale su larga scala.

Il tutto supportato da caratteristiche tecniche sicuramente all’avanguardia, a partire dal display OLED Sony, equivalente a uno schermo da 60” visto a distanza di quattro metri, o le otto ore di autonomia, abbastanza per sfruttarli per un’intera giornata e soprattutto il rinnovato proiettore più compatto.

Il prezzo di 399 dollari, al momento può sembrare poco invitante per un dispositivo il cui utilizzo è almeno in parte ancora da inquadrare. Considerato però il precedente dei Raptor e una differenza comunque ampia rispetto ad altri modelli, le premesse per vedere i Maverick tra i protagonisti del mondo wearable nel 2024 non mancano.

Pubblicato il 22/12/2023


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