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Ai Garmin Beat Yesterday 23 cambia la trama ma non la storia






La nuova veste dei Garmin Beat Yesterday 23, tra beneficienza, ricordi dei campioni e storie straordinarie di persone comuni

Cambia impostazione, ma non certamente obiettivi, il Garmin Beat Yesterday 23, sempre all’insegna dello sport, quest’anno con particolare attenzione alla beneficienza. Il programma ha infatti chiamato a raccolta diversi campioni provenienti soprattutto dal mondo della bicicletta, degnamente affiancati da rappresentanti delle altre discipline di fatica, in rappresentanza di ogni età, ma tutti con bellissime storie da raccontare.

Al loro fianco, a intrattenere un pubblico ancora una volta catturato dalle avventure e dalla passione, personaggi del mondo della musica, dell’informazione e dello spettacolo, accomunati dalla passione per lo sport. Tutti pronti a farsi carico anche della parte impegnativa del programma.

L’obiettivo finale del in Beat Yesterday 23 è stato infatti simulare su biciclette da spinning il percorso tra Milano e Padova. Una staffetta virtuale di trecento chilometri, dove oltre all’impego e a tanto sudore i protagonisti hanno lasciato il segno, inteso come firma su un rullo da allenamento Smart Trainer Tacx NEO 2T, che sarà meso in palio in una sfida su Strava lanciata nei prossimi giorni.

Il tutto finalizzato a rendere il dovuto riconoscimento, oltre a un più concreto contributo di diecimila euro a Obiettivo3, la realtà nata da un’idea di Alex Zanardi per diffondere la pratica sportiva tra i disabili  e sostenere coloro che vorrebbero avvicinarsi allo sport ma non ne hanno la possibilità.

Mentre a turno i protagonisti si sono alternati sulle Tacx NEO Bike e sugli Smart Trainer, nel palco centrale quattro dibattiti hanno animato la serata con storie sempre coinvolgenti e spesso all’insegna dell’altruismo.

Storie non di tutti i giorni

Come per esempio l’esperienza del grande alpinista Simone Moro messa senza esitazione al servizio di un compagno di viaggio meno fortunato, e meno attrezzato. Abbandonato per strada dai propri compagni lungo la salita all’Everest, l’inglese Tom Moores ha potuto tornare a valle salvo proprio grazie alle attenzioni dello scalatore bergamasco.

Decisamente più giovane, ma altrettanto encomiabile, l’esempio di Emilia Rossatti. Di fronte all’infortunio dell’avversaria durante la finale del campionato italiano under 23 di spada, la giovane stella della scherma ha deciso di restare a distanza e lasciare scadere il tempo.

Avvincente anche il racconto di Filippo Ganna. Uno dei ciclisti di punta del momento autore del record dell’ora a 56,792 km in sessanta minuti. Insieme a lui, uno dei simboli dell’alta velocità nella storia italiana, quel Kristian Ghedina, protagonista nella discesa libera di sci negli Anni ’90, ma anche la testimonianza di Erica Fre, perfetto esempio di come forza di volontà e passione possano avere la meglio su un destino non sempre alleato. Capace per esempio di resistere per otto ore in sella alla bicicletta in salita pur di raggiungere il proprio obiettivo di arrivare in cima al Passo Stelvio.

Garmin Beat Yesterday 23 è infatti anche storie di persone comuni, capaci di raggiungere traguardi a volte impensabili nella routine di ogni giorno, contando semplicemente su impegno e passione. Come l’avventura dell’Urania Basket raccontata da Luca Biganzoli. La squadra di pallacanestro amatoriale capace nel giro di dieci anni di salire di tre livelli e raggiungere il campionato di A2.

Non solo storie

Un evento Garmin non può naturalmente dirsi completo senza uno spazio dedicato alla tecnologia, e non solo quella dei proprio smartwatch al polso di praticamente tutti gli intervenuti. Riccardo Groppo, CEO di SAT – Sleep Advice Technologies, infatti presentato Predicts, una famiglia di algoritmi brevettati, sviluppata in sinergia tra medici e ingegneri, per prevedere l’addormentamento del soggetto. Questi, generano un allarme relativo alla transizione dallo stato di veglia a quello di sonnolenza, basandosi sui parametri vitali misurati dai sensori.

Un approccio originale a un aspetto molto studiato nel mondo wearable applicato alla salute, al servizio non solo degli sportivi. Una fase di test è già attiva da gennaio su una flotta di veicoli pesanti, i cui guidatori professionisti sono dotati di uno smartwatch Garmin per il monitoraggio dei parametri vitali.

Nel frattempo, a tagliare il traguardo dei trecento chilometri virtuali, un quintetto d’eccezione, con un palmares di medaglie difficile da rivedere insieme: Filippo Ganna, Vincenzo Nibali, Alessandro Ballan, Elia Viviani e Marco Aurelio Fontana.

Prima di loro, hanno contribuito a raggiungere l’obiettivo del Garmin Beat Yesterday 23 Norma Gimondi, Fabrizia D’Ottavio, Cristian Cucco, Davide Camicioli, Stefano Baldini, Davide Cassani, Antonio Bigi, Nicolò Famiglietti, Giulio Molinari, Roberto Grimoldi, Alessandro Morolla, Gianpaolo Favero, Francesco de Maio, Andrea Berton e Gabriele Maifredi.

Pubblicato il 1/12/2023

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