Dalle lenti a contatto smart iLens vede la tencologia del futuro






Grazie alle lenti a contatto smart sarà possibile registrare ricordi, zoomare sulle scene e occuparsi anche della propria salute

Le lenti a contatto smart sono una delle frontiere più affascinanti del mondo wearable. Se per certi versi possono apparire ancora una strada da percorrere anche con estrema prudenza, dall’altra la ricerca non perde tempo.

Già al recente CES 2021 sono emersi segnali interessanti di dove tra non molti anni le lenti a contatto smart si candideranno come alternativa agli ancora poco popolari smartglasses e non solo.

La prospettiva inoltre, offre una interessante opportunità di collaborazione tra il mondo delle tecnologie wearable e quello dell’oculistica, dove si è sviluppato l’interesse di Lenstore.

Da una collaborazione ad ampio raggio con il futurologo Richard Watson è nato il progetto iLens, una lente a contatto smart nella quale introdurre funzioni innovative.  Ne è nata una visione in parte ancora nel regno della fantascienza, ma comunque decisamente intrigante e neppure poi così tanto surreale.

L’occhio in più per allargare la visuale

L’idea è sfruttare la realtà aumentata per accedere per esempio a nuovi mondi virtuali. Oppure, cambiare il colore degli occhi dal proprio telefonino.

Secondo Watson, «in un futuro remoto, c’è la possibilità che gli schermi di piccole dimensioni verranno sostituiti da lenti a contatti smart in grado di proiettare ologrammi di computer portatili o smartphone nella realtà aumentata. Perciò non esisteranno più computer portatili, schermi digitali, smartphone, TV o tablets».

Per chi segue il mondo wearable, fino a qui niente di particolarmente nuovo. Tuttavia, è importante osservare come se ne inizi a parlare anche al di fuori del circolo ristretto dei ricercatori. Un segnale di interesse degli utenti e quindi un potenziale mercato.

L’obiettivo è infatti sfruttare iLens e progetti simili per proporre scenari di intrattenimento alternativi, ricavati comunque dalla realtà. Le lenti a contatto intelligenti permetteranno di contare su una visione personalizzata.

Spazio ai ricordi, salute e tanto altro

Lasciando spazio all’immaginazione, le prospettive sono diverse. Una parte di loro, neppure tanto lontane dalla realtà. Per esempio, iLens sarà in grado di registrare i ricordi letteralmente in un batter d’occhio per poterli riguardare ogni volta che si vuole. Sfruttando una connessione Bluetooth, sarà infatti possibile memorizzare una scena direttamente sul proprio smartphone, dal punto di vista esatto dell’occhio.

Interessante anche il potenziale aiuto alla salute, utile soprattutto di fronte a una prevedibile impennata di smartworking a lungo termine. Nel lavoro da casa, è più difficile effettuare le necessarie pause per chi lavora davanti a uno schermo. L’idea iLens in questo caso è inviare promemoria ogni volta sia necessario interrompere il lavoro.

‎Molto meno scontato, una lente a contatto smart può integrare una funzione di monitoraggio e registrazione della qualità dell’aria, avvertendo l’utente con allerta e aggiornamenti. All’occorrenza inoltre, anche funzioni come il  bollettino dei pollini.

Oltre alle idee però, è importante anche capire cosa si aspettino realmente gli utenti. Per questo, Lenstore ha condotto un sondaggio.

Le lenti a contatto smart sono già nella testa degli utenti

Interessante scoprire come delle lenti a contatto smart vengano oggi viste prima di tutto come potenziale strumento in grado di favorire il distanziamento sociale in ottica Covid-19.

Oppure, la prospettiva decisamente interessante di poter contare su uno zoom ottico per potenziare la vista e zoomare fino a 60 volte sull’obiettivo. Così come quella di poterci vedere di notte, attraverso un sistema di illuminazione regolato.

Senza naturalmente dimenticare l’importante ruolo potenziale nella cura della salute. Dai più ordinari promemoria per il movimento, alla protezione contro affaticamento e stanchezza degli occhi, ma anche la somministrazione di  medicinali alle persone affette da glaucoma, o altre malattie dell’occhio, direttamente da un’app connessa alle lenti.


Pubblicato il 3/2/2021

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