Sicurezza nella realtà aumentata, servono soluzioni, e presto






In prospettiva della diffusione di smartglasses, visori e applicazioni, sono urgenti strumenti dedicati alla la sicurezza nella realtà aumentata

Con una stima di 52 milioni di smartglasses in circolazione nel 2024, oltre a diverse centinaio di migliaia di altri dispositivi mobili, ABI Research ritiene sia arrivato il momento di iniziare a pensare seriamente per tempo al problema della sicurezza nella realtà aumentata.

Come è regolarmente capitato in ogni settore della tecnologia, l’entusiasmo per la novità porta a trascurare i potenziali rischi conseguenti. I rischi però sono di quelli importanti ed è il caso di pensarci per tempo.

L’invito è rivolto prima di tutto ai produttori dei dispositivi e relativi software, ma anche agli specialisti della security IT. Con la crescente diffusione a ogni livello, anche in ambito consumer, più si aspetta maggiori saranno i pericoli da affrontare.

In particolare, alle porte del momento indicato da ABI Research come quello dell’impennate nel settore, dove una rapida crescita rappresenta terreno di caccia ideale per hacker e malintenzionati di ogni forma.

Più dati chiedono più sicurezza

Attraverso la realtà mista e la realtà aumentata, dai dispositivi wearable passerà una grande quantità di dati personali, professionali e a uso medico. Facile pensare quindi diventeranno presto obiettivi privilegiati.

Nei prossimi quattro anni, il volume di affari complessivo è destinato a superare i 40 miliardi di dollari. Inevitabilmente una parte di questi dovranno essere dedicati alla sicurezza nella realtà aumentata e alla privacy.

Come insegna proprio in questi giorni il caso Garmin, le ripercussioni possono essere di quelle importanti. I costi di un’interruzione nei servizi o di un furto di informazioni possono essere determinanti per le sorti di un’azienda. Sia sul piano operativo e finanziario sia su quello dell’immagine.

Servono anche nuove soluzioni

Anche per il settore della realtà aumentata, le soluzioni non si discostano più di tanto da quelle comunemente utilizzata. Cifratura dei dati e tecniche per renderli anonimi sono requisiti essenziali.

Ci sono però anche aspetti particolari da tenere in considerazione. Prima di tutto, come regolamentare il tracciamento continuo di un ambiente, definire la proprietà e quindi la responsabilità dei dati aggiunti dalla realtà aumentata e soprattutto il raggio d’azione dell’utente ai contenuti negli spazi pubblici e in quelli privati.

La dotazione di sensori e funzioni di raccolta dati su smartglasses e visori è destinata a crescere. Aumenteranno di conseguenza anche i relativi rischi. Secondo ABI Research, nella realtà aumentata sono quindi necessari al più presto anche strumenti di sicurezza dedicati e nuove normative.  

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