C’è anche Band nella sfida realme al mondo wearable






A differenza di smartwatch e auricolari realme, il nuovo Band propone elementi interessanti tra display, frequenza cardiaca e ricarica

La sfida lanciata da realme al mondo smartphone e wearable, nel corredo di accessori prevede anche un fitband e una nuova generazione di auricolari in-ear Buds Air Neo.

Come per lo smartwatch Watch, i secondi sono chiaramente ispirati agli Apple AirPods sia per forme sia per funzionalità. Unica differenza sostanziale, le due varianti di colore aggiunte al bianco.

Quasi a formare una bandiera italiana impallidita, un rosso acceso, fin troppo per esaudire le ambizioni di fare tendenza, e un poco probabile verde pallido, non particolarmente invitante.

L’armonia di Band

Più interessante invece, per diversi aspetti, realme Band. A parte la solita proposta di colori decisamente originali, nel caso specifico estesa al giallo aziendale, le caratteristiche sembrano poter andare effettivamente più in direzione di un potenziale riscontro di pubblico.

E non solo per l’interessante prezzo di 24,99 euro. Le caratteristiche appaiono infatti di buon livello, con alcuni particolari in grado di marcare una differenza.

A partire dal display verticale da 2,4” con 65mila colori. Livelli non scontati non solo per wearable della stessa categoria ma anche per alcuni smartwatch più ambiziosi.

Realme Band fa certamente tutto quanto ci si possa aspettare da un fitband. Frequenza cardiaca, supporto per attività sportiva, monitoraggio del sonno, notifiche e personalizzazione dei quadranti.

In particolare, l’attenzione è stata riposta sul monitoraggio della frequenza cardiaca. A uno dei punti deboli più noti in tema di affidabilità per i wearable consumer, realme risponde con un rinnovato algoritmo personalizzato.

A giudizio dell’azienda indiana, in grado di riconoscere e correggere i margini di errore dovuti a temperatura corporea, irregolarità della pelle o il modo con cui il dispositivo stesso viene indossato.

La carica in più

Sicuramente interessante la modalità di ricarica, a fronte comunque di un’autonomia dichiarata addirittura fino a una decina di giorni.

Realme Band infatti, non prevede alcun caricatore di serie e neppure un cavo. Semplicemente, integrato tra cassa e cinturino, c’è una presa USB standard per collegare il wearable senza cavi a un qualsiasi alimentatore esterno, ma anche a un notebook o a un comune power bank.

Addirittura, può prelevare la necessaria ricarica da uno smartphone realme con funzione di reverse charging.

Confermata infine, la funzione di sblocco dello smartphone, naturalmente solo per quelli del marchio indiano. Avvicinando i due dispositivi, oltre al poco apprezzato PIN, diventano superati anche impronta digitale e riconoscimento facciale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.