Come un Watch, più di Watch, la sfida realme






Prezzo aggressivo per realme Watch. L’ultimo pretendente nel mondo smartwatch punta su dimensioni e potenza, e sacrifica GPS e memoria

La lunga serie di imitazioni di Apple Watch è praticamente da cercare per intero sul mercato asiatico. Alle usuali Cina, Corea e Taiwan si aggiunge però ora un nuovo pretendente indiano particolarmente agguerrito.

Insieme al lancio della nuova serie di smartphone, inizia infatti ufficialmente la sfida realme nel mondo smartwatch, con un Watch che definire aggressivo è decisamente poco.

A partire naturalmente dal prezzo, punto di forza di ogni degno concorrente nel settore. Nonostante la lunga lista di caratteristiche a giudizio RealMe uniche, il costo del relativo Watch è contenuto in 54,99 euro.

Più ancora di questo però, il produttore indiano segue le tracce di Apple prima di tutto puntando dritto al design e allo stile. Come per tutti gli altri prodotti, l’azienda non nasconde l’ambizione di imporsi quale trascinatore in materia di design e tendenza.

Di tendenza, soprattutto nell’inseguire Apple

Per ora, il risultato non si può certo definire originale. Realme Watch infatti, ricorda la versione Apple decisamente da vicino. Unica concessione visibile, l’assenza della tipica ghiera sul fianco destro, dove è inserito solamente un pulsante.

Ambiziosa più ancora di concreta invece, la differenza nel display, con una diagonale di 1,4”, per una risoluzione di 320×320 pixel e la protezione nelle mani dell’affidabile Gorilla Glass.

Dietro la volontà di distinguersi, e farsi notare meglio al polso, realme Watch sfrutta però il display allargato per raggruppare fino a sei informazioni.

Di fianco alle inevitabili data e ora, si offre quindi la possibilità di visualizzare anche meteo, passi, battito cardiaco e calorie bruciate.

Tutto sommato però, niente di più di quanto sia possibile ottenere già da tempo sui tanti smartwatch con un ricco catalogo di quadranti aggiuntivi a quello standard, a partire dai diversi modelli Fitbit.

All’avanguardia, per quanto non certo innovative, le funzioni base relative all’attività fisica. Al fianco della inevitabile frequenza cardiaca e del tracciamento dell’attività sportiva. realme indica anche il monitoraggio dell’ossigenazione del sangue.

Anche la casa indiana però, non specifica se, quando e in quali Paesi sarà attivata la funzione per la quale è richiesta una certificazione di livello medico. Come per tantissimi altri modelli già in commercio infatti, il rischio è non poterla attivare ancora a lungo.

Convinto della marcia in più

Tuttavia, realme al riguardo appare molto ottimista e sicura di sé. I dati proposti in sede di presentazione, indicano per le frequenza cardiaca un livello di affidabilità decisamente superiore alla media, frutto della messa a punto di un sensore di nuova generazione. Naturalmente, l’ambizione è di raggiungere lo stesso risultato con l’SpO2.

Sicuramente interessante invece un altro aspetto, molto attuale. La combinazione di Watch con gli smartphone realme propone un nuovo sistema per lo sblocco del dispositivo.

Di fronte alle attuali difficoltà imprevedibili incontrate dal riconoscimento facciale e dal’impronta digitale a causa di guanti e mascherine, ora è sufficiente avvicinare i due dispositivi.

Proposto in quattro varianti di colore, tra cui un discutibile verde difficile da definire di tendenza, oltre ai canonici nero, rosso e blu, come prevedibile realme Watch paga pegno per il prezzo così competitivo su aspetti come il GPS e la memoria integrata. Tracciamento dell’attività sportiva e musica dipendono quindi per intero dallo smartphone.

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