La fertilità Ava Bracelet, aiuto inatteso contro il coronavirus






Nato per calcolare i giorni fertili, Ava Braclet si rivela prezioso alleato per rilevare i sintomi di coronavirus da temperatura e frequenza cardiaca

Nella sfida contro il coronavirus, ogni strumento utile ad arginare la diffusione del contgio può tornare utile. Anche i meno immaginabili, almeno all’apparenza, come può essere il wearable Ava Bracelet, pensato per aiutare le donne a individuare i periodi fertili.

Quale possa essere il legame tra una pandemia e un sistema per il controllo delle nascite può apparire difficile da immaginare. Eppure, è tutt’altro che campato per aria.

Uno dei metodi più semplici per rilevare il contagio da Covid-19 è la temperatura corporea. Esattamente uno dei metodi più usati per calcolare il periodo fertile di una donna e appunto quanto rileva prima di tutto Ava Bracelet.

Il quadro clinico Ava Braclet coincide

Il vantaggio di un wearable va però oltre. Il valore della misurazione aumenta se combinato a parametri come la frequenza cardiaca, la respirazione e l’elettrocardiogramma. Proprio i parametri rilevati dai wearable con certificazione medica, tra cui appunto Ava Bacelet.

Chiuso il cerchio, facile quindi immaginare come l’azienda svizzera non abbia perso tempo nel mettere le proprie competenze al servizio della ricerca sul coronavirus. Una decisione perfettamente in linea con la decisione di dedicare da sempre alla ricerca il 20% dei ricavati delle vendite.

Il vantaggio di una soluzione di questo tipo è la possibilità di un monitoraggio continuo da remoto dei pazienti a rischio. Oltre alla temperatura infatti, le possibilità di contagio aumentano anche a seguito di alterazioni negli altri valori, come per esempio variazioni nel respiro o nella frequenza cardiaca.

La possibilità di tenerli sotto controllo tutti con un semplice wearable aumenta le possibilità di individuare per tempo i sintomi. La combinazione inoltre, contribuisce a rendere il quadro più completo e affidabile.

Già al servizio degli utenti

Nel frattempo, Ava si è già organizzata. L’app è già stata adattata alla situazione, mentre da un call center dedicato, studenti in medicina e medici, assistono i clienti e individuano potenziali casi da approfondire.

Considerati i tempi ristretti, non si può ancora parlare di vero e prorio metodo scientifico. Tuttavia, il supporto a gestire la situazione è innegabile. Un aiuto importante nel rilevare per tempo i sintomi del Covid-19 e quindi attivare l’isolamento.

L’impegno però, è andare oltre al più presto. Capire cioè se sia possibile automatizzare la diagnosi. Individuare le combinazioni di valori tali da definire con sufficiente certezza il livello di rischio e allertare quindi per tempo il possessore del wearable, distinguendo anche i falsi positivi.

Ultimo aspetto altrettanto importante, a studio completato uno strumento in più per gestire la fase successiva. Con buona probabilità, in futuro, dispositivi come Ava Bracelet diventeranno la regola per assicurare la salute collettiva, non molto diversamente da come oggi si guarda a uno smartphone.

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