Riconoscimento facciale con mascherina, a prova di Coronavirus






Dalla soluzione per il riconoscimento facciale 3D della cinese Wisesoft, un aiuto per contrastare il coronavirus riducendo i punti di contatto

Dalle situazioni di emergenza come quella attuale legata al Coronavirus, nascono spesso le migliori idee, in grado di trasformare in positivo un momento difficile.

Un esempio interessante è il risultato della ricerca Wisesoft, un sistema per il riconoscimento facciale con mascherina, sviluppato in collaborazione con l’Università del Sichuan.

Tutto ruota intorno a un approccio diverso alla procedura, Invece di ragionare nella tradizionale visuale 2D dei sistemi visivi, Wisesoft ha costruito un algoritmo 3D in grado di lavorare più a fondo sui dettagli somatici per aumentare la precisione nell’individuare le caratteristiche personali anche a viso parzialmente coperto.

Riconoscimento facciale 3D

Le telecamere elaborano qualcosa come 80mila punti di un volto, quasi il doppio delle soluzioni tradizionali 2D, arrivando a una precisione dei parametri dei 0,2 mm. In pratica, significa ricostruire con maggiore fedeltà distanze e forme dei punti più personali, come la zona intorno agli occhi.

Inoltre, l’algoritmo Wisesoft non si limita a ricostruire il volto, ma esegue una vera e propria modellazione dinamica dell’intera parte frontale della testa e soprattutto analizza anche la temperatura corporea.

Il tutto, collegato a un sistema di intelligenza artificiale per tenere traccia delle varie letture effettuate nel corso dei giorni e prevedere aventuali alterazionin nello stato di salute.

Meno contatti meno contagi

Aspetto importante, la soluzione Wisesoft non è certo nata espressamente per contrastare il Coronavirus. I tempi per sviluppare un sistema di tale livello partendo solo pochimesi fa sarebbero infatti decisamente più lunghi. D’altra parte, l’idea originaria si è rivelata molto lungimirante.

I ricercatori cercavano infatti una soluzione in grado di autorizzare passaggi e ingressi senza contatti diretti con le apparecchiature, utile soprattutto negli ambienti protetti.

Un’applicazione di riconoscimento facciale in prospettiva fruibile anche con ascensori o tornelli di edifici e mezzi pubblici. Tastiere, lettori di badge o superfici sensibili al tatto sono infatti tra i principali veicoli di contagio, a prescindere dal tipo e dalla gravità del virus.

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