Sotto la guida Samsung l’autismo ha un ostacolo in meno, e PizzAut ringrazia

Un’app realizzata su misura permette di svolgere il compito di cameriere e superare le difficoltà di esprimersi

Compagni ideali per il lavoro o il tempo libero, i dispositivi indossabili possono rivelarsi anche soluzioni preziose per rendere la vita più semplice a tante persone in difficoltà in tanti momenti della vita quotidiana. Esemplare in questo senso il progetto realizzato da Samsung con Pizzaut,  l’associazione fondata nel 2017 con l’obiettivo di aprire la prima pizzeria in cui lavorino persone con autismo, grazie al sostegno di terapeuti e professionisti della ristorazione.

Grazie a un’app basata su immagini e realizzata su misura, i professionisti di PizzAut – camerieri, pizzaioli, personale di sala con autismo -, con potenziali difficoltà a esprimersi sia oralmente sia per scritto, saranno invece in grado di registrare le ordinazioni e comunicarle regolarmente in cucina.

Per dimostrare la validità della soluzione, lunedì 16 aprile a Milano presso la pizzeria Mamma Oliva i ragazzi di PizzAut hanno preparato e servito le loro pizze ai presenti. In prospettiva però, qualsiasi persona autistica potrà ambire a lavorare come cameriere sfruttando un comune tablet.

“Per una persona con autismo anche leggere e poi scrivere il nome di una pizza può rappresentare una difficoltà capace di generare una profonda frustrazione – spiega afferma Nico Acampora, fondatore dell’associazione PizzAut -. La tecnologia messa a disposizione da Samsung ci permette di superare questa difficoltà e permettere ai nostri ragazzi di lavorare al meglio”.

Troppo spesso i ragazzi con autismo si trovano infatti  esclusi dalle professioni e dalle relazioni sociali, e i genitori lo verificano ogni giorno sulla propria pelle e soprattutto su quella dei figli. Con la maggiore età i problemi di socializzazione aumentano, perché viene meno la frequenza scolastica. PizzAut nasce esattamente con lo scopo di trovare a ognuno un luogo in cui esprimersi e di relazionarsi con gli altri. Il progetto punta ad avviare uno spazio di inclusione sociale gestito dagli stessi ragazzi affetti da questo disturbo. Per realizzarlo, è stata attivata una raccolta di donazioni che ha raggiunto più di 50 mila euro.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, un bambino su 160 ha un disturbo dello spettro autistico (ASD) che inizia nell’infanzia e tende a persistere nell’adolescenza e nell’età adulta. Il fenomeno è in crescita e solo in Italia coinvolge circa 500mila famiglie. L’insieme dei disturbi comprende principalmente l’area del linguaggio e della comunicazione, quella dell’interazione sociale e degli interessi ristretti e stereotipati. Solitamente l’autismo si manifesta nei primi tre anni di vita e le cause risultano ad oggi ancora sconosciute.

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