Passo dopo passo, Samsung è pronta a caricare lo smartphone a ogni movimento

Una serie di sensori e processori inegrati nell’abbigliamento ricaverà energia ogni istante della giornata

I movimenti quotidiani di una persona qualsiasi, e lo smartphone. Due argomenti all’apparenza totalmente diversi tra loro, se non fosse per il legame quasi scontato per molti di avere sempre con sè il proprio telefono. C’è un altro aspetto però in comune. All’apparenza molto meno facile da scovare, in realtà pronto a rivelarsi decisamente utile e alla fine dei conti neppure tanto difficile da afferrare.

Qualsiasi cosa facciamo da mattino a sera, produce infatti una quantità di energia. Grande o piccola che sia, dal lavorare a una scrivania al praticare uno sport impegnativo, cambia la quantità ma non il principio. D’altra parte, in pochi possono chiamarsi fuori dalla difficoltà nell’arrivare a fine giornata senza mettere a dura prova l’autonomia dello smartphone.

In realtà, il punto di unione tra questi due principi è oggetto di studio da diverso tempo da più parti. In pratica, come sfruttare i movimenti del corpo umano per ricaricare un dispositivo elettronico. Per riuscirci, non servirà assolutamente impiantarsi connettori o cose simili. La strada ormai  consolidata è quella degli indumenti dotati di sensori capaci di raccogliere e immagazzinare l’energia.

Interessanti appaiono soprattutto i progressi raggiunti da Samsung. Secondo quanto indagato da LetsGoDigital, un brevetto registrato in Corea del Sud rivela come ormai i tempi siano quasi maturi. Grazie a una serie di sensori e processori inseriti in un capo di abbigliamento, ogni movimento viene tradotto in energia, da conservare per essere quindi utilizzata nel modo più opportuno. Per capacità e potenza, si parla comunque di impieghi limitati, quindi in linea con le esigenze degli smartphone. Un concetto non molto diverso dalla vecchia dinamo presente sulle vecchie biciclette per alimentare il fanale anteriore.

La ricerca Samsung ha già raggiunto un buon livello. Gli esperti infatti, parlano di soluzione ormai prossima per essere inserita a titolo sperimentale in giacche o magliette di uso quotidiano, ma anche nell’abbigliamento sportivo, come giacche a vento, felpe o giubbotti tecnici. Un’altra prospettiva interessante allo studio, riguarda il supporto per le avventure estreme, dove la crescente disponibilità di supporto tecnologico si scontra proprio con la necessità di ricarica, spesso chiamata a fare i conti con ingombranti pannelli solari portatili o pesanti scorte di batterie.

Probabilmente, prima di parlare di produzioni di serie sarà necessario aspettare ancora diversi mesi, se non anni. Non è probabilmente però un caso, come l’argomento torni di attualità proprio a ridosso del CES 2018, dove non si escludono importanti novità.

Pubblicato il: 13 Dic 2017

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