La mossa Google mette pressione anche a Apple, Watch Air deve accelerare

Di fronte alla rapida crescita di interesse per gli smartband senza display, Apple non può temporeggiare su un possibile Watch Air
Tra gli effetti a lungo raggio dell’annuncio Google relativo a Fitbit Air,si può leggere tra l’altro un messaggio indiretto, ma neppure tanto, a Apple. Anche se con tempi diversi, lo smartband senza display è infatti nei piani del produttore di Watch.
Una sorta di mossa con tempistiche scelte per mettere sotto pressione il rivale in uno dei pochi settori dove non ha ancora espresso tutto il proprio potenziale. Non tanto per le caratteristiche del wearable, ampiamente dimostrate da Whoope già confermate da diversi tentativi di imitazione. Quanto per la strategia legata al prezzo.
Google infatti, ha scelto di mantenere Fitbit Air a un livello decisamente abbordabile, 99 euro il costo d’acquisto, escluso il canone per le funzioni avanzate. Un tetto sicuramente insolito per un potenziale progetto simile da parte di Apple, un possibile Watch Air.

La risposta Apple non può attendere
In sostanza, lo smartband senza display fa sicuramente meno cose rispetto all’usuale smartwatch, ma cerca di farle al meglio. Con tutta l’attenzione rivolta alla raccolta e analisi dei dati, si può investire di più sui sensori, senza appesantire il costo con i dettagli legati al display e al GPS. In più, con benefici evidenti sul fronte dell’autonomina, storico punto debole di Apple.
Non a caso, dopo l’arrivo di Fitbit Air sono in tanti tra gli addetti ai lavori ad aspettarsi una pronta risposta di Whoop, proprio sul fronte dei prezzi, con una probabile proposta di base a canone ridotto rispetto a quello attuale, eventualmente collegata a un nuovo smartband.
Un discorso dal quale Apple non può chiamarsi fuori. Nella rincorsa a smartwatch sempre più grandi, belli e ricchi di funzioni, ha dimostrato di essere all’altezza, se non addirittura capofila. Ora però, la sfida si allarga a un altro terreno promettente, dove restarne fuori può rivelarsi rischioso dal punto di vista delle vendite.

C’è tutto quello serve, manca solo lo smartband
Anche guardando solo a chi preferisce indossare un orologio classico, non necessariamente al polso, ma non intende rinunciare ai benefici dell’analisi dei parametri sulla salute, lo smartband ha un potenziale elevato. Per di più. un dispositivo strettamente dipendente dallo smartphone, quindi ottimo complemento per iPhone.
Oppure, considerando i limiti di Apple Watchsul fronte dello sport, la soluzione perfetta per integrare uno smartwatch dedicato o un ciclocomputer e rientrare così dalla finestra in un mondo dove spesso si è ritrovata messa alla porta.
In sostanza, Apple ha già tutto quanto serve a gestire uno smartband senza display. Sensori, competenze, metriche, analisi e l’immancabile intelligenza artificiale, sono già la regola in Watch. Manca solo l’hardware vero e proprio, ma su questo è quasi sicuramente solo questione di tempo.
Difficile azzardare una data precisa per un potenziale Apple Watch Air. Sicuramente però, l’arrivo di Fitbit Air e la rapida crescita di interesse verso il settore, porterà a stringere i tempi. Se per gli annunci di settembre è probabilmente troppo presto, si può ragionevolmente aspettarsi novità per il prossimo anno.
Con l’ulteriore vantaggio di liberare almeno in parte Watch dalla necessità di proporre novità non sempre facili da scovare o comunque all’altezza della propria reputazione.
Pubblicato il 19/5/2026

