Il coraggio Pebble pronto a seguire le orme di Fitbit partendo da Time 2
I fondatori di Fitbit rilanciano la sfida Pebble. Lo smartwatch Time 2 presto sul mercato, con scelte coraggiose, non prive di rischi
Una delle caratteristiche alla base del successo riscosso a suo tempo da Fitbit è stata la capacità dei fondatori di trasformare in prodotti unici e alla portata di tutti un entusiasmo fuori dal comune. Chiuso il capitolo con la cessione a Google, ora i protagonisti sono pronti a ripartire con il progetto Pebble.
Ancora una volta, seguendo una strada alternativa. Se le varie generazioni Charge, Versa, Sense e tutti gli altri smartwatch hanno contribuito a riportare al polso di tanti un orologio in versione digitale e renderlo dispositivo indipendente dallo smartphone, ora la nuova avventura riparte dalla semplicità.

Pronti per la nuova sfida
Pebble è infatti pronta per avviare la produzione di serie di Time 2, mentre anche lo smartring Index 2 è alle battute finali nella messa a punto della configurazione definitiva. Per un’azienda ripartita da zero, si tratta di fasi delicate. Nel caso di TIme 2, richiede un’organizzazione complessa e impegnativa, ma altrettanto delicata. Lo smartring invece, è in una fase dove è indispensabile scongiurare errori di progettazione per non ritrovarsi a dover scartare i primi lotti e ricominciare.
Pebble Time 2 è ufficialmente nella fase di test hardware. In pratica, l’ultima prima di avviare una produzione di massa e relativa vendita su larga scala. In particolare, le ultime settimane sono state spese nel perfezionare la tenuta contro gli agenti atmosferici e la messa a punto dei processi di fabbricazione.
Di conseguenza, lo smartwatch avrà una tenuta in immersione fino a trenta metri, quanto basta in pratica per poterlo indossare senza timori anche durante il nuoto o semplicemente sotto un acquazzone.
Se tutto andrà come previsto, Pebble Time 2 sarà disponibile per le consegne intorno a Pasqua. Per i primi due mesi però, la produzione sarà rivolta essenzialmente a evadere le prenotazioni degli scosri mesi.

Con smartring e secondo smartwatch si guarda avanti
Nel frattempo, prosegue anche il progetto Index 01. Lo smartring è un po’ più indietro nel percorso e al momento ancora impegnato nella fase dei test di validazione. Sarà una versione più semplice, per attività tranquille, resistente alle intemperie, ma da non indossare durante una nuotata o anche sotto la doccia. Se tutto dovesse andare come previsto, non è escluso riuscire ad avviare la produzione già durante il mese di marzo.
Nel cantiere Pebble, c’è anche Round 2. Lo smartwatch rotondo, a differenza delle forme quadrate di Time 2, sarà più simile a un modello tradizionale, ma lo sviluppo in questo caso, è ancora nelle fasi di messa a punto dell’architettura.
L’organizzazione ormai avviata, e una parte di componenti condivisi con i modelli già sviluppati, permetterà di accelerare i tempi, puntando ad avviare la produzione entro maggio.

Coraggio e rischi di una scelta diversa
Il vero punto interrogativo dei nuovi smartwatch Pebble è però legato alle funzioni. Sia per Index 2 sia per Round 2, la scelta è sicuramente controcorrente. I display utilizzano una tecnologia molto simile a quella degli e-book, un po’ meno luminosa, ma utile ad aumentare l’autonomia fino a due settimane, in modalità sempre acceso.
Particolare la decisione di inserire l’interfaccia touch, ma in modo che non sia indispensabile; la dotazione dei pulsanti è infatti tale da offrire un’alternativa completa.
Inoltre, il catalogo di quadranti è decisamente ricco, così come inizia a popolarsi quelle delle app. Per contenere dimensioni e peso, con risultati effettivamente ottimi, si è scelto di limitare i sensori. Il limite probabilmente più grande, l’assenza del GPS, almeno in queste prime versioni.
La ragione tuttavia potrebbe rivelarsi valida. I Pebble al momento non sono smartwatch rivolti allo sport, ma semplicemente alla vita di tutti giorni. Così come non lo erano i primi Fitbit, anche se ormai si parla di un’era tecnologica di distanza.
Affrontare il mercato da zero, anche se si parla di un ritorno, con smartwatch simili a quelli in commercio, in genere non porta lontano. Per farsi notare, servono idee nuove, serve il coraggio di osare, ed è esattamente quanto stanno provando i fondatori di Pebble.
La perplessità più grande tuttavia, è legata al prezzo. Già 199 dollari per Round 2 non sembrano esattamente un invito alla prova, considerando una configurazione comunque limitata rispetto alla media, mentre ancora di più i 225 dollari di Index 2.
Pubblicato il 25/2/2026