Lo smartwatch Meta non farà brutte figure ma bei gesti
Accantonata l’ipotesi di integrare una fotocamera, Meta rilancia il progetto smartwatch puntando sull’interfaccia gestuale e gli smartglasses
Nel panorama degli smartwatch manca ancora un nome importante, quel modello Meta più volte annunciato ma in realtà mai andato oltre. Ora però, grazie ad alcuni aggiustamenti importanti del progetto inziale, confluiti nel più recente Malibu 2, il traguardo sembra più vicino.
Secondo quanto riportato da The Information, il lavoro lungo ormai quattro anni, sta finalmente assumendo le forme definitive. Molto più allineate alle tendenze consolidate del settore, rispetto a qualche innovazione fin troppo ambiziosa.
Il punto di forza dello smartwatch Meta doveva infatti essere una telecamera integrata. Facile intuire, al servizio di un utilizzo ancora maggiore dei social network, a partire naturalmente da Facebook e Instagram, con tanto di collegamenti diretti sul quadrante.
Il progetto iniziale non è però andato come i progettisti si aspettavano, L’impatto su peso, dimensioni e autonomia alla fine si è rivelato troppo importante per arrivare a una proposta attraente sotto tutti gli aspetti.
Da qui, la decisione di accantonare per il momento questa idea, per rivolgere l’attenzione ai più tradizionali sensori e inseguendo le novità altrove, ma senza allontanarsi da questa strada.
L’idea Meta per Malibu 2 è quindi rivolta verso sensori neurali, in grado cioè di leggere i movimenti e tradurli in comandi a mani libere. Questo grazie a sensori elettromiografici, in grado di intercettare gli stimoli elettrici prodotti dal movimento di muscoli e nervi.

Dalle immagini ai gesti
In realtà, niente di così nuovo. È un terreno di ricerca condiviso da altri, a partire da Apple con l’interfaccia gestuale simboleggiata dai movimenti codificati delle dita, dove però la sfida è appena agli inizi. In pratica, alle incertezze di una strada del tutto inesplorata, Meta preferisce un confronto ravvicinato su un terreno già in parte esplorato, e messo in pratica con l’accessorio Neural Band e al momento più promettente.
Anche perché, nella circostanza Meta può contare su un importante vantaggio. Se sul fronte smartwatch con Apple non c’è sicuramente confronto, gli smartglasses possono invece rivelarsi un prezioso alleato. Questi sì, i Ray-Ban Meta, in grado di scattare foto e riprendere video. Abbinati all’interfaccia gestuale di uno smartwatch, il potenziale diventa sicuramente tanto interessante quanto inedito.

La sponda sicura degli smartglasses
Naturalmente, Malibu 2 non trascurerà le funzioni ormai standard per uno smartwatch, cercando di sfruttare l’esperienza dei rivali per aumentare la precisione dei sensori e il livello di analisi per salute e stress. Al momento, non si parla di un GPS, ma ormai è oggettivamente difficile pensare di farne a meno.
D’altra parte, c’è sempre lo spettro delle esperienze Google sul fronte hardware. I vari Pixel non si possono certo considerare prodotti di successo. Per non parlare della rivoluzione tanto annunciata quanto mai arrivate dei Google Glass.
Meta però, in questo caso può contare su un vantaggio, e neppure tanto piccolo. L’alleanza con Ray-Ban sul fronte smartglasses e la scelta di accantonare per il momento la realtà aumentata, si stanno rivelando vincenti. In questo scenario, aggiungere uno smartwatch può sicuramente rivelarsi una mossa molto più agevole e fortunata.
Pubblicato il 24/2/2026