La pillola smart del MIT renderà la colonscopia un ricordo

La pillola smart del MIT renderà la colonscopia un ricordo






Una minuscola pillola smart permetterà di eseguire esami all’intestino con maggiore precisione e meno fastidi per i pazienti

La capacità di curare una malattia è strettamente legata alla relativa conoscenza. Fino a oggi, acquisita solo attraverso visite esterne o esami  invasivi con strumenti costosi e procedure complicate e costosa. Dal lavoro del MIT di Boston arriva però una buona notizia, una sorta di pillola smart, capace di andare letteralmente alla fonte di un problema di salute.

Un minuscolo dispositivo elettronico da ingoiare per effettuare un esame non è un novità. Ora però, si parla di un importante salto di livello, con obiettivi più precisi. Si parla infatti di un wearable in grado di individuare a livello molecolare potenziali problemi all’intestino.

Meno fastidio, più precisione

Il lavoro svolto dai ricercatori di Boston, in collaborazione con team di Chicago e Analog Devices, rappresenta un importante passo avanti rispetto a un primo traguardo raggiunto cinque anni fa. Prima di tutto, le dimensioni della pillola smart sono state ridotte a un sesto di quelle precedentemente usate. In pratica, dalle dimensioni di un lampone, o comunque di un comune medicinale, riducendo in modo sostanziale il disagio per il paziente.

Dal punto di vista medico, in grado di fornire maggiore assistenza, grazie alla capacità di rilevare molecole biologiche chiave, come l’ossido nitrico e i sottoprodotti dell’idrogeno solforato, potenziali segnali e importanti veicoli in caso di infiammazione collegata a malattie intestinali.

In pratica, un’alternativa rispetto a soluzioni decisamente più invasive, come colonscopia o endoscopia, con la possibilità di fornire riscontri praticamente all’istante, senza cioè dover sottoporre i dati raccolti a una successiva fase di analisi.

La salute vista dall’interno

Dal punto di vista della tecnologia, è interessante la combinazione tra l’elettronica del caso, con dei batteri viventi appositamente progettati. Quando questi batteri rilevano una molecola considerata utile alla diagnosi, emettono un piccolo fascio di luce. La pillola smart converte quindi quella luce in un segnale wireless trasmesso a un dispositivo esterno al servizio dello specialista.

Le infiammazioni intestinali sono al momento una delle patologie più difficili da individuare on precisione. Spesso, anche gli esami più invasivi no aiutano a inquadrare del tutto la situazione e non di rado è necessario un ricovero.

Già testata con con sucesso sui maiali invece, la pillola smart rappresenta per i ricercatori una svolta importante. Un primo passo per cambiare l’approccio alla salute e migliorare la capacità diagnostica dall’interno del corpo senza interferire con le funzioni vitali.

Pubblicato il 23/11/2023


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