Il sensore del CNR trova il morbillo senza tampone






Un piccolo wearable sviluppato sotto la guida del CNR individua il morbillo in modo non invasivo. Si potrà applicare anche ad altri virus

Grazie ai vaccini, il morbillo è una delle malattie quasi dimenticate. Dietro quel quasi però, si nascondono dei rischi sui quali il CNR insieme a una serie di partner ha voluto impegnarsi alla ricerca di una soluzione, trovata grazie anche ai wearable.

I ricercatori italiani hanno infatti messo a punto un biosensore portatile, in grado di rilevare il virus del morbillo nella saliva umana.

Foto di iXimus da Pixabay

A caccia del morbillo nella saliva

Il dispositivo utilizza una tecnologia innovativa basata su onde acustiche di superficie e si presta a essere usato per test diagnosi precoci e in situazioni di emergenza. Pensato dal CNR per trovare il morbillo, un aspetto altrettanto interessate è la potenziale applicazione per individuare altri tipi di virus. In prospettiva, anche situazioni come quella prodotta dal Covid-19.

Il biosensore, più piccolo di un centesimo di euro,  usa onde acustiche di superficie per rilevare virus in un campione di fluido salivare. Quando il virus si attacca al sensore, rallenta la velocità di propagazione delle onde, rendendo possibile registrare la presenza della molecola.

Una prospettiva più pratica del tampone nasale

L’apparecchio potrà essere sviluppato per eseguire diagnosi precoci di tipo point-of-care, ovvero in prossimità del paziente. Mentre i test convenzionali richiedono infatti l’elaborazione del campione, laboratori dedicati e personale specializzato, questo sensore non richiede particolare elaborazione e può essere impiegato in situazioni dove i test convenzionali non sono praticabili come aeroporti, stazioni, situazioni di emergenza.

Lo studio è stato condotto nell’ambito del progetto SENSOR, co-finanziato dalla Regione Toscana, bando POR FESR 2014-2020 – azione 1.1.5.a3 – FAR FAS 2014. È stato sviluppato in collaborazione dall’Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Nano) con ARCHA, il Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’’Università di Pisa, la Scuola Normale Superiore e INTA.

Pubblicato il 24/8/2022


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