La storia Google Glass riparte dai display flessibili






L’acquisizione di Raxium specializzata in display in alta risoluzione flessibili rilancia il progetto Google Glass in prospettiva Metaverso

Anche se non è passato poi così tanto tempo dal lancio in grande stile dei primi Google Glass, pochi probabilmente si ricordano esattamente come erano fatti. Soprattutto, a cosa potessero servire, se non assumere l’atteggiamento di persona di tendenza.

Ora però, la situazione sta iniziando a cambiare.  L’idea Google Glass si è scontrata prima di tutto con la scarsa praticità e un’estetica discutibile a causa soprattutto del proiettore per realtà virtuale e realtà aumentata, ingombrante e poco funzionale.

Verso una nuova generazione di Google Glass

Nel momento in cui l’interesse sta tornando a crescere, grazie soprattutto a progetti alternativi importanti guidati da Apple, l’attenzione si concentra proprio su come migliorare la generazione e la visualizzazione delle immagini sulle lenti.

Al riguardo, Google ha concluso da poco un passo importante, l’acquisizione di Raxium. Un produttore di display MicroLED impegnato nello sviluppo di nuove soluzioni. Aspetto da non sottovalutare, utili anche negli smartwatch e nei telefoni pieghevoli di prossima generazione.

Caratteristica tra le più importanti degli schermi MicroLED è infatti la flessibilità, oltre alla libertà di tracciarne le dorme. Al momento quindi, l’ideale per adattarsi alle diverse possibili forme di lenti per occhiali.

Display a misura di smartglasses

Un investimento non trascurabile, si parla infatti di una cifra intorno al miliardo di dollari. Assolutamente sostenibile per Google, indice comunque di un livello ancora alto di attenzione sul mondo smartglasses. In particolare, nel momento in cui il Metaverso inizia a diffondersi.

La specialità di Raxium è lo sviluppo di display MicroLED ad alta risoluzione, con consumi ridotti rispetto a quelli attuali e soprattutto dai costi in linea con un prodotto di largo consumo. Per comprendere il valore di questa operazione, basti pensare come Google abbia dovuto anche stringere i tempi, per anticipare mosse analoghe di Meta, Apple e Snap.

Pubblicato il 19/5/2022


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