Dalle batterie flessibili una nuova generazione di wearable






Alla University of British Columbia nasce il prototipo di batterie flessibili, ideali per l’abbigliamento smart e i wearable in generale

Dall’evoluzione delle batterie dipenderà molto probabilmente il modo con cui nei prossimi anni ci muoveremo, useremo i dispositive elettronici e saremo protetti contro malattie e imprevisti. Oltre a durata, praticità e sostenibilità, uno degli aspetti più importanti è riuscire a rendere le batterie flessibili, in tutti i sensi. Un gruppo di ricercatori persso la UBC, University of British Columbia, è sulla buona strada.

Si parla di un settore particolarmente interessante sotto diversi aspetti. Secondo Research&Market, stimato in 580,24 milioni di dollari nel 2021 e destinato a crescere del 23,9% all’anno per i prossimi cinque anni, fino a raggiungere il valore di 1,69 miliardi di dollari. A guidare la domanda, prima di tutto il mondo wearable, oltre al settore medico e al mercato consumer più in generale.

Le batterie flessibili sono una realtà

Tempi e modalità dipenderanno naturalmente anche da chi e quanto avrà il coraggio di investire per rimo, Nel frattempo però, la UBC ha dimostrato la fattibilità delle batterie flessibili. I ricercatori sono infatti già riusciti a realizzare un prototipo in grado di funzionare anche quando allungato o attorcigliato, resistendo a deformazioni di una certa importanza. Altro aspetto molto importante, resistente anche a maltrattamenti nel caso finissero in lavatrice.

Attualmente, le batterie più comuni sono composte da strati di materiali rigidi, racchiusi all’interno di involucri impermeabili e necessari per assorbire urti. L’idea del team canadese è stata combinare elementi in zinco e biossido di manganese in singoli moduli di dimensioni ridotte, inseriti in un guscio di plastica flessibile, gomma o un altro polimero.

Materiali scelti anche e soprattutto pensando alla destinazione d’uso principale nel mondo wearable. A differenza dei più usati ioni di litio, zinco e ossido di manganese sono ritenuti più sicuri per restare lungo tempo a contatto con la pelle, senza il pericolo di fuoriuscite di elementi tossici.

Il livello di miniaturizzazione raggiunto ha permesso di realizzare strati abbastanza sottili e resistenti da poterne combinare il numero necessario a contenere l’energia, garantendo caratteristiche di flessibilità e resistenza all’acqua mai raggiunte finora.

Ideali per l’abbigliamento smart

In una prima fase di test, le batterie flessibili sono state sottoposte a una quarantina di cicli di lavaggio, usando lavatrici domestiche e industriali. Trascurabili, per non dire assenti, le ripercussioni sull’integrità del componente.

Le batterie flessibili della UBC sono ancora in fase di messa a punto. Tuttavia, le potenzialità sono già chiare, al punto da aver attirato l’attenzione di diversi investitori. Si può quindi azzardare un futuro ormai prossimo, con una importante rivoluzione. Oltre a garantire gli stessi livelli di potenza, i materiali utilizzati sono di larga diffusione, per cui anche i costi si riveleranno concorrenziali.

Senza dimenticare il potenziale passo in avanti nello sviluppo di wearable, con il superamento di uno dei principali ostacoli soprattutto quando si parala di abbigliamento smart, dove rigidità e fragilità delle batterie attuali ne frenano l’evoluzione.


Pubblicato il 21/1/2022

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: