La salute dei wearable è fuori discussione






Confermata la tendenza al rialzo di tutto il settore wearable, dove aumenta il peso degli smartwatch. Apple sempre senza rivali

I dubbi sull’andamento delle vendite dei wearable nel secondo trimestre dell’anno non erano tanto sul segno, quanto sull’entità del progresso. Il settore infatti continua a godere di ottima salute, grazie anche al ruolo importante nel controllare gli effetti della pandemia.

I dati IDC certificano infatti per il mercato europeo una crescita del 28,5% rispetto allo stesso periodo del 2020. In totale, nel periodo in esame sono stati venduti 21,2 milioni di prodotti.

Per i meno ottimisti, qualche segnale preoccupante si può ricavare solo nel confronto sui dodici mesi antecedenti il 30 giugno scorso, dove la progressione del 24,6% risulta leggermente inferiore.

Wearable, strumento di salute

In ogni caso, con cifre ormai abbastanza importanti da rendere meno agevoli rispetto al passato dei risultati positivi così importanti, il mondo wearable si sta rivelando anche più forte di tutti i problemi legati alla carenza di componenti e alla catena logistica.  

Tra i fattori trainanti, IDC aggiunge l’approccio alle Olimpiadi, come ulteriore stimolo per una maggiore attenzione allo stato di salute e di forma personali. Caso mai ce ne fosse bisogno, una conferma delle funzioni più ricercate in smartwatch e simili, e quelle su cui si giocherà la partita ancora per qualche tempo.

Aspetto ancora più importante, sembra diminuire il peso degli hearable, ultimamente protagonisti indiscussi della serie di buoni risultati. Se i prodotti di base, compresi appunto di auricolari e simili, oltre che di smartglasses, è cresciuto del 21,2% in un anno, i soli smartwatch si sono spinti fino al 39,7%.

Apple stravince, Huawei perde

Poche novità invece sul fronte dei prodotti, dove il predominio Apple resta fuori discussione. Anzi, l’incremento di vendite salite da 5,8 milioni di Watch fino a 7,7 milioni nell’ultimo anno, porta la quota di mercato ancora più in alto, fino al 35,2%.

Tra chi deve accontentarsi di spartirsi il resto, Xiaomi consolida la seconda posizione, con 3,1 milioni di prodotti venduti rispetto ai 2 milioni di un anno prima. Con il 14,6% di quota aumenta anche il divario coni il più diretto inseguitore.

Grazie all’avanzata di Samsung, non si tratta più di Huawei. Se la casa coreana con l’incremento più consistente del 71,5% è arrivata  a vendere 1,7 milioni di wearable, per una quota del 7,9%, il produttore cinese segna il passo. L’aumento del 17,3% frutto di 1.6 milioni di prodotti non si è rivelato sufficiente a difendere il podio.

Il tempo per rifarsi tuttavia non manca. IDC infatti prevede un periodo ancora abbastanza felice per i wearable. Nel 2025, la stima è di arrivare a 170 milioni di prodotti venduti in Europa. Vale a dire, una crescita del 13,2 all’anno per almeno quattro anni ancora.


Pubblicato il 1/10/2021

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