La voglia di privacy Apple guarda alla conduzione ossea

La voglia di privacy Apple guarda alla conduzione ossea

Un brevetto conferma l’interesse Apple per la conduzione ossea, tecnologia alternativa per l’ascolto audio, nel nome della privacy

La conduzione ossea è probabilmente la più novità più significativa degli ultimi anni per quanto riguarda auricolari e cuffie. Anche se non si è ancora diffusa come ci si potrebbe aspettare, la possibilità di ascoltare audio a orecchie libere, al momento non sembra stimolare più di tanto il mercato. A cambiare le carte in tavola però, potrebbe riuscirci un brevetto Apple.

Come facile prevedere, non una semplice alternativa, ma un’integrazione più mirata, con uno scopo preciso, e soprattutto inedito. In futuro infatti, gli AirPods, a partire dai modelli Pro si presume, potranno integrare la conduzione ossea in modo da assecondare esigenze diverse in situazioni diverse.

Solo per le proprie orecchie

È quanto si intuisce dalla descrizione e dalle immagini allegate alla richiesta di brevetto. Al centro dell’attenzione, la privacy nelle chiamate, alle quali associare in automatico l’attivazione della conduzione ossea, lasciando la possibilità del normale ascolto di musica, podcast o video, alla modalità tradizionale con speaker.

Tutto questo ha una sua logica. Per quanto discreti e con la possibilità di regolare il volume, il rischio di vedere ascoltate da terzi le proprie conversazioni, non è un da escludere. La conduzione ossea invece, trasmette l’audio attraverso vibrazioni, quindi senza possibilità di interferenze poco gradite.

Un tema molto caro a Apple, e più in generale da tutti i produttori di auricolari. Anche se ultimamente si va affermando una tendenza esattamente opposta, di usare il vivavoce anche in mezzo alla gente, chi ha più attenzione per la privacy, la propria quella dell’interlocutori e di tutti quanti stiano intorno, può sicuramente apprezzare un’opzione del genere.

Un passo in più anche verso gli smartglasses

Aspetto interessante, nella richiesta di brevetto Apple non fa riferimento solo ad auricolari e cuffie, ma parla più generalmente di wearable. Lasciando quindi le porte aperte anche a futuri smartglasses, dove la distanza, per quanto piccola, tra speaker e orecchio può mettere in effetti dei limiti alla privacy, oltre alla qualità audio.

L’idea Apple è inoltre quella di rendere l’operazione automatica. Resta ancora da capire come impostare le modalità e attivare la funzione, ma in linea di massima si può considerare come punto di partenza la distinzione tra chiamate, messaggi vocali e gli altri utilizzi più legati all’intrattenimento. Uno spunto, potrebbe essere anche associare una relativa categoria ai contatti, o agli orari, oppure un’impostazione simile alle modalità per la suoneria.

Pubblicato il 5/11/2025

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