Non solo consumer, così i wearable aiutano a lavorare meglio






Considerati spesso minacce per l’occupazione, i wearable si possono rivelare invece preziosi alleati, anche per la sicurezza

La rilevanza mediatica decisamente inferiore delle applicazioni wearable nel mondo professionale rispetto al mercato consumer, non significa affatto un impatto ridotto sulle nostre abitudini. Solamente, come capita sempre in questi casi, si tratta di un cambiamento molto più discreto, ma non per questo trascurabile, soprattutto in settori come il retail.

Anche perché aspetti quali automazione e intelligenza artificiale sono al centro di un dibattito per il rischio di vedere queste tecnologie come minacce per milioni di posti di lavoro. Protagonisti di storie sfociate in fabbriche senza operai e negozi senza lavoratori, dove in nome dell’efficienza le macchine dominano e le persone sono messe in disparte.

Come aiuta a capire meglio un’analisi ProGlove, se non fantascienza, quasi. Analogamente a quanto successo più volte in passato, si tratta di un cambiamento e come tale va gestito, imparando modi diversi di lavorare.

Efficienza e sicurezza sul lavoro

Anche e soprattutto nel mondo vicino all’utente finale. Il settore retail, dove flessibilità, mobilità ed efficienza possono rivelarsi preziosi alleati per affrontare i nuovi scenari.

I wearable infatti possono fornire dati in tempo reale ai sistemi, permettendo a chi è in contatto diretto con il pubblico di offrire nuovi servizi. Per esempio, un paio di smartglasses per sfruttare la realtà aumentata nella formazione o nell’assistenza e nella verifica di procedure riducendo margini di errore.

Oppure, in un cantiere i giubbotti in grado di rilevare la presenza di carrelli elevatori a distanza di sicurezza, o gli ormai comuni guanti intelligenti per scansionare oggetti a distanza. Quanto succede nella maggior parte dei magazzini, a partire da Amazon.

Scaffali sempre in ordine

Per vedere consegnato il proprio ordine nel giro di breve tempo, o anche solo per trovare sullo scaffale o in negozio il prodotto desiderato, il ruolo dei wearable sta quindi diventando fondamentale. Strumenti tra l’altro grazie ai quali avere le mani libere, quindi con un impatto positivo sulle prestazioni e sulla sicurezza.

Inoltre, dispositivi indossabili possono anche essere collegati a tablet, smartwatch o terminali indossabili per fornire ai singoli individui informazioni aggiuntive. Piuttosto di un lungo tragitto per dirigersi verso un display con informazioni statiche, i lavoratori ricevono immediatamente la posizione di prelievo successiva dal proprio dispositivo indossabile.

In sostanza, i wearable consentono alle persone di evitare attività non pertinenti e faticose: ogni passo, ogni movimento del braccio è direttamente correlato all’esecuzione del compito da svolgere.

Wearable, compagno affidabile

Importanti anche gli accorgimenti per la sicurezza. Sempre più wearable sono dotati di sensori in grado di emettere un segnale per avvertire gli altri lavoratori della presenza di un individuo, affrontando così il problema dei rischi creati dai carrelli elevatori e da altre infrastrutture in movimento

Dai lavoratori in prima linea nei magazzini, ai venditori al dettaglio sempre pronti ad avere a disposizione informazioni a portata di mano, il futuro dei wearable nel retail è quindi promettente. E nei casi in cui gli stessi utenti avranno maturato abbastanza esperienza da fornire a loro volta indicazioni utili allo sviluppo,  nascerà una nuova generazione di automazione e intelligenza artificiale pronti a trasformarsi da minacce a preziosi alleati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.