La seta AI Silk pronta a cucire wearable su misura






Un approccio nuovo al mondo tessile permette alla giapponese AI Silk di integrare i sensori nella seta per immersione, come una tintura

C’è un settore del mondo wearable ancora allo stato pioneristico dal punto di vista dell’offerta. Tuttavia, il tessile presenta un potenziale tra i più elevati in assoluto. Non a caso, anche se con una certa discrezione, buona parte di principali marchi del settore, sono impegnati nella ricerca per mettere a punto soluzioni affidabili, efficaci e possibilmente prima dei rivali.

Centro dell’attenzione è la messa a punto di fibre tessili in grado di agire da sensori. Ridurre cioè la necessità di impiegare rilevatori dedicati da applicare al corpo. Il risultato: decisamente maggiore praticità per l’utente possibilità di raccogliere maggiori dati trasformando in sensore un intero capo di abbigliamento.

La seta prende vita

Interessante sotto questo punto di vista il lavoro svolto da AI Silk. La società giapponese è infatti in fase avanzata di studi per una sorta di seta conduttrice. In pratica, non una combinazione tra materiale tessile e sensore, ma un vero e proprio filato in grado di leggere e inviare dati a un rilevatore.

La parte innovativa è proprio nell’approccio. Per mantenere inalterate le caratteristiche della seta, la conduttività viene ottenuta per immersione. In pratica, AI Silk è una sorta di tintura. Solo, invece del colore o della resistenza, agisce sulla capacità di trasmettere parametri corporei

Diversi i potenziali campi di applicazione individuati da AI Silk. Prima di tutto, naturalmente il settore sportivo. L’abbigliamento tecnico è il terreno ideale per sperimentarne vestibilità ed efficacia. La copertura totale della parte del corpo interessata permette da una parte di leggere più parametri e dall’altra di raggiungere una maggiore affidabilità.

Resta al momento ancora da risolvere una parte importante del progetto. AI Silk infatti, si limita a rilevare i dati. Serve comunque un apparato in grado di raccoglierli e memorizzarli. O, quantomeno, di inviarli a un dispositivo esterno. Il rischio attuale è di pagare la praticità di integrare i sensori nel tessuto con un peso comunque aggiuntivo.

Sport e salute, sempre nella giusta misura

I progettsti tuttavia non sembrano scoraggiati, al punto di aver già guardato oltre. Un altro interessante terreno di confronto è quello della riabilitazione o delle cure mediche più in generale. AI Silk in questo caso di candida prima di tutto quale strumento per una elettrostimolazione decisamente più pratica dei sistemi attuali basati su elettrodi dedicati da applicare e rimuovere.

In questo modo, oltre a una migliore precisione nella trasmissione dell’impulso, AI Silk intende anche ridurre il rischio di irritazioni provocato dagli elettrodi, distribuendo meglio il segnale. Con inoltre maggiori garanzie sulla durata a seguito di ripetuti lavaggi.

Per tutti gli altri potenziali utenti, la prospettiva di una nuova generazione di wearable, nel senso letterale. L’idea AI Silk è anche passare da una lettura dei parametri di wellness attualmente affidata agli smartwatch a una meno invasiva e più completa registrazione dello stato di salute.

Per vedere il primo prodotto servirà però attendere ancora qualche tempo. Tuttavia, AI Silk assicura di aver ormai concluso gli studi preliminari, intrapreso la strada della prototipazione e procedere spedita per giocare d’anticipo sulla concorrenza già agguerrita.

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