L’intelligenza Puma pronta a rendere piacevole ogni passo






Per rivoluzionare il concetto di chiusura, l’allacciatura smart Fit Intelligence si regola con un dito o via app e nel tempo impara ad adattarsi da sola

Come facile prevedere, i diretti interessati di Puma smentiscono l’arrivo sul mercato di una propria versione di scarpe smart poche settimane dopo l’annuncio simile di Nike. Anche solo per scongiurare l’ipotesi di essere stati battuti sul tempo, si parla di un progetto totalmente distinto.

Comunque sia, la pronta replica Puma indica un nuovo settore wearable dove la sfida inizia a farsi interessante. Anche se il principio di fondo resta simile, sostanzialmente la capacità di regolare i lacci via app, la destinazione d’uso resta efettivamente diversa.

Inizia l’era della scarpa smart

Il basket nel caso di Nike, corsa e allenamento più in generale dal punto di vista Puma. Cambia di conseguenza, anche la progettazione, a partire dalle forme. Il progetto Fit Intelligence prevede infatti un minuscolo componente collocato sulla parte superiore della scarpa, esattamente in prossimità dei lacci.

In una prima fase, lo scopo Fit Intelligence è consentire una regolazione dinamica della chiusura, agendo via smartphone (o sfiorando il sensore sulla scarpa), invece di dover intervenire manualmente ogni volta. Nel lungo periodo però, la chiusura smart Puma è in grado di apprendere le dinamiche dell’utente e tendere quindi a potersi adattare in maniera automatica.

Spesso, piccoli aggiustamenti o poco più, fondamentali però in alcune circostanze. Naturalmente, almeno in una prima fase  si parla prevalentemente di agonismo, anche se l’obiettivo finale è rendere più confortevole la giornata di una qualsiasi persona.

Anche sul come, Puma mostra di avere idee molto chiare. In un contesto agonistico, durante una gara la situazione tattica, o atmosferica, può cambiare. Ecco allora la necessità di regolare diversamente la chiusura della scarpa. Se oggi questo è quasi sempre impossibile per non perdere tempo prezioso, poterlo fare in automatico o comunque senza interrompere l’azione può portare a un vantaggio decisivo.

Comfort senza compromessi

Qualcosa di molto simile può succedere nella vita di tutti i giorni. Tra gli spostamenti, la guida, il lavoro, il tempo libero o una passeggiata, scarpe allacciate più o meno strette agevolano la comodità e quindi anche il benessere. Una soluzione grazie alla quale evitare di doversi continuamente abbassare per slacciarsi e riallacciarsi stringhe è certamente un vantaggio.

Per questo, Puma appare molto fiduciosa di come verrà accolto sul mcercato il primo modello con Fit Intelligence, previsto per il prossimo anno. Giusto il tempo di portare a termine la fase di sperimentazione diffusa da poco avviata e risolvere gli inevitabili problemi di gioventù.

Per Puma in ogni caso, non si tratta di una novità assoluta. L’azienda guarda già da tempo all’integrazione della tecnologia nelle scarpe. Risalgono infatti addirittura al 1986 i primi esperimenti in questa direzione, con un modello di scarpe oggi poco probabili, ma non prive di un certo fascino, con un accentuato componente sporgente dal tacco, con tanto di LED.

Scarpe, destinate a sportivi, per rilevare dati durante le prestazioni,. Qualcosa di non molto diverso da quanto si effettua oggi con un comune smartwatch.

Pubblicato il: 19 Marzo 2019

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