La realtà virtuale getta le basi per la rivoluzione dell’e-commerce






Sfruttando visori Qualcomm, un progetto Kellog migliora le analisi di mercato e autorizza a sognare nuovi scenari per lo shopping online

È un’applicazione di realtà virtuale interattiva decisamente insolita quella messa a punto da Kellog in collaborazione con Accenture e Qualcomm Technologies. Con l’obiettivo di migliorare efficacia e costi delle indagini di mercato, dall’inedito trio è uscita una soluzione capace di dimostrare quali siano le reali potenzialità di una tecnologia dove a tutt’oggi manca ancora il coraggio di pensare in modo diverso. Soprattutto, guardando lontano, gettare le basi per un totale cambio di approcci oallo shopping online.

Il risultato è una combinazione tra strumenti ormai classici come i visori, compatibili con le più recenti tecnologie di eye-tracking e software utile a reinventare il modo in cui produttori e i punti vendita possono raccogliere dati

Alla scoperta del supermercato virtuale

Sfruttando di un visore Quantum Snapdragon 845 Mobile VR Platform, Accenture Extended Reality ha prodotto la soluzione di merchandising virtuale, messa a servizio del software di mixed reality di InContext Solutions con le funzionalità di analisi dei dati ricavati dall’eye-tracking di Cognitive3D.

Ne deriva una situazione in cui i consumatori si trovano a muoversi all’interno di un negozio virtuale, a grandezza naturale, con la possibilità di girare tra le corsie come si usa fare abitualmente, effettuare acquisti, scegliere prodotti e inserirli nel carrello. Al contempo, viene monitorato in tempo reale quale prodotto è stato cercato e per quanto tempo.

Il sistema, testato in collaborazione con Kellogg in occasione del lancio del nuovo prodotto Pop Tarts Bites, ha fornito dati comportamentali più approfonditi rispetto ai test standard solitamente basati sui sondaggi online e sul gradimento dei prodotti testati a casa dai clienti, portando altresì ad una conclusione completamente diversa.

Prodotto giusto al posto giusto

I produttori dedicano una parte considerevole di tempo, denaro e sforzo manuale per definire il collocamento e l’assortimento ottimali dei prodotti sugli scaffali, nonché per stabilire il prezzo più redditizio in rapporto al volume di vendite.

Questi sforzi soffrono tuttavia il limite della qualità e quantità dei dati raccolti. L’utilizzo di una soluzione in realtà virtuale cerca proprio di ricavare dati più approfonditi migliorando la strategia di promozione e riducendo i costi.

Interessanti i risultati della prima sperimentazione Kellog. Invece di collocare le confezioni dei cereali Pop Tarts Bites sui ripiani più alti degli scaffali, secondo i test convenzionali il punto in cui i consumatori si aspettano di trovare le novità, la soluzione VR ha dimostrato come invece il collocamento ottimale sia sui ripiani inferiori. Questa osservazione ha portato ad un aumento del 18% delle vendite nella sola fase di test.

Idee per il futuro dello shoping online

Anche se al momento pensata solo per ricerche di mercato, l’idea Kellog pone interessanti basi per un nuovo scossone al mondo del commercio elettronico grazie alla realtà virtuale, al quale realtà anche del calibro di Amazon dovrebbero iniziare a pensare. Ma anche i proprietari dei grandi centri commerciali potrebbero iniziare a preoccuparsi.

In presenza di un visore infatti, si può pensare di ricostruire veri e propri centri commerciali, coinvolgendo maggiormente l’acquirente e rendendo presto obsolete le complesse e noiose procedure di acquisto sulle pagine dei siti Web.

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