Nelle mani di Healthy Virtuoso, il premio per una vita sana non è solo virtuale






Dall’idea di due sviluppatori italiani, un’app per sfide all’insegna del benessere diffuso e raccogliere premi reali

Lo stimolo, o l’illusione, di abitudini più sane sono una delle ragioni alla base del successo di smartwatch e tracker. Una popolarità dovuta in buona parte alle app, capaci di chiudere il cerchio virtuoso di benessere, condivisione e stato d’animo positivo.

Per difficoltà nel raggiungere gli obiettivi attesi oppure per semplice calo di interesse, spesso però l’entusiasmo iniziale tende a scemare. Qua, hanno deciso di intervenire i due giovani fondatori di Healthy Virtuoso, Andrea Severino e Nicola Tardelli.

Non la solita app

Tutto ruota intorno a un’app, solo all’apparenza destinata ad aggiungersi all’ormai interminabile lista del cosiddetto eheatlh o efitness. L’idea di fondo, aumentre la motivaizone, passando da gratificazioni virtuali a quelle reali.

Di fatto, Healthy Virtuoso ha raggiunto un bacino di utenza del tutto rispettabile, con 45mila iscritti, e risultati apprezzabili. Nel 20% dei casi infatti, sono stati riconosciuti benefici in termini di miglioramento nelle proprie abitudini.

Il progetto si affida a una delle leve più collaudate per la motivazione in situazioni simili, la possibilità di sfidare un collega, un amico o un familiare. Gli oltre tre milioni di accessi dichiarati all’applicazione vengono portati come dimostrazione circa la bontà del progetto.

La novità, è la filosofia di fondo. Non si tratta infatti di un altro sistema per registrare i dati da conservare gelosamente e analizzarli in relazione a un unico dispositivo. Healthy Virtuoso sfrutta invece i dati già presenti o inseriti nelle altre app per un’analisi trasversale, in grado di mettere in comunicazione gli utenti a prescindere da dispositivi e relativi software utilizzati.

Un approccio diverso anche dal già diffuso Strava, cercando il divario da colmare al di fuori della semplice analisi tecnica, per guardare più da vicino al mondo social e a possibilità di sfida più ad ampio raggio

Premio non solo virtuale

Aspetto fondamentale in situazioni del genere, assicurarsi la collaborazione con i principali produttori di dati, a partire da Strava e Runtastic. Ancora più importante, andare oltre la semplice gratificazione virtuale, pena un rapido abbandono. La soluzione è accumulare dei crediti con l’attività fisica, utili a riscattare voucher, prodotti gratuiti e sconti offerti in collaborazione con partner tra cui si registrano  Asics, Runtastic, Amazon o palestre.

Appoggiarsi a dai rilevati da altre app o da dispositivi wearable dedicati comporta anche un altro vantaggio. Non serve infatti attivare espressamente il GPS, con gli evidenti impatti in termini di consumo della batteria e libertà di portarsi dietro lo smartphone durante l’esercizio, se si può già contare su uno smartwatch (Garmin, Polar o Apple Watch) o su un ciclocomputer.

Lascia invece qualche perplessità la modalità di attivazione, attraverso Google Fit. Non tanto per l’integrazione in sé, quanto per l’invasività, manifestata dalla lunga serie di autorizzazioni obbligatorie, comprese quelle non strettamente indispensabili al corretto funzionamento dell’app.

I risultati al momento sembrano comunque dare ragione ai fondatori di Healthy Virtuoso. Gli utenti registrati camminano il 38% in più rispetto alla media della popolazione nazionale (7.200 passi/giorno utenti contro 5200 passi/giorno). Tra i più attivi, gli utenti di età compresa tra i 35 e i 45 anni.

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