A braccetto di GymWatch, la palestra è sempre a portata di smartphone

Il sensore a misura di body building copre il ruolo di personal trainer, compresa qualche seccatura

In un periodo dove versatilità e polivalenza negli smartphone e nei tracker si stanno affermando come la regola, il destino dei sistemi indossabili dedicati alla singola disciplina potrebbe sembrare segnato. Per forza di cose invece, una soluzione a tutto campo deve scendere a patti con la precisione e quantità di dati elaborati. Per questo, resistono ambienti specifici dove un dispositivo in grado di fare solo quello, ma farlo al meglio, resta ampiamente apprezzato.

GymWatch è uno di questi. Sviluppato grazie al contributo di diverse piattaforme di crowdfunding statunitensi ma di concezione tedesca, è pensato per gli appassionati della palestra e del body building. Nient’altro, nel senso che nonostante caratteristiche tecniche di assoluto valore, non si rivela di particolare aiuto al di fuori di una palestra o di un lavoro sulla muscolatura.

In pratica, è un dispositivo all’apparenza come tanti altri, composto da una serie di sensori inerziali, tra cui giroscopio, accelerometro e magnetometro. Tutto quanto serve a misurare con la dovuta precisione movimento e intensità degli esercizi condotti con braccia e gambe. Quindi, niente frequenza cardiaca, conteggio dei passi e funzioni del genere. Per il semplice motivo che in palestra non sono indispensabili. Perlomeno, non a chi esegue questo tipo di esercizi.

La precisione è proprio il punto di forza. Abbinata all’app con il ruolo di vero e proprio personal trainer, a detta di diversi appassionati i risultati sono decisamente soddisfacenti. I due anni di presenza sul mercato hanno infatti consentito una messa a punto di alto livello. Per certi versi non ancora ottimale, ma comunque in grado d farsi apprezzare.

Indossato poco sopra la caviglia o sul braccio, non presenta problemi di configurazione. Non servono più di un paio di minuti prima di metterlo alla prova, premendo l’unico tasto sagomato, affiancato dal led disegnato sul logo che indica lo stato. Subito, emerge tutto il carattere GymWatch. Selezionato l’esercizio all’interno di un catalogo veramente ricco, intensità, postura e velocità sono monitorate senza sosta. All’unica condizione di dover tenere lo smartphone a portata visuale, il minimo errore nella posizione o nella velocità dei movimenti viene corretto a voce. In mancanza di questi, il sensore è pronto a elargire incoraggiamenti e apprezzamenti per il lavoro svolto.

Per chi vuole scolpire il proprio fisico e non è sempre in grado di andare in una palestra e affidarsi al personal trainer, la soluzione è certamente valida sotto tutti gli aspetti. Bisogna comunque tenere conto di alcuni limiti, oltre naturalmente a quello di farsi dirigere da un’app dal tono non esattamente accondiscendente e solamente in inglese.

Per esempio, fino a quando ci si muove nel catalogo esercizi, quasi tutto fila liscio. Anzi, la stretta sorveglianza sulla corretta esecuzione a lungo andare è certamente un beneficio per la salute. Senza il controllo visivo all’interno di una palestra pubblica, il rischio di procurarsi più danni che benefici è reale. Quando si parla di esercizi in libertà però, la faccenda si complica. Il riconoscimento dei movimenti diventa decisamente meno impeccabile, mentre la registrazione manuale di ogni singolo gesto e relativi dati, alla lunga diventa fastidiosa.

Anche se non addirittura voluto, potrebbe essere comunque un aspetto considerato secondario. Lo scopo di GymWatch è infatti catturare l’attenzione degli appassionati, quindi più orientati a programmi ben definiti, o comunque guidare verso l’utilizzo dei piani di allenamento preimpostati. Sono infatti tante e per tanti i gusti, le sessioni disponibili per raggiungere obiettivi di condizione fisica a scelta. Aspetto immancabile nell’era social, con una marcata spinta nell’unirsi a gruppi per confrontare le sessioni di allenamento, fino ad aggregarsi a un vero e proprio team con maggiori ambizioni.

Un paio di anni di lavoro hanno portato a una buona messa a punto del sistema e a consolidare la posizione le settore. In particolare, il prezzo del singolo sensore è sceso da 199 dollari agli attuali 99 dollari. Inoltre, lo sviluppo dell’app ha raggiunto livelli di eccellenza per quantità e qualità delle informazioni. Unico neo, a parte la mancanza di una versione in italiano, la necessità di dover aspettare a ogni avvio il caricamento del catalogo esercizi, un’attesa a volta eccessivamente lunga. Infine, viene da chiedersi perchè sia possibile realizzare una sessione di esercizi totalmente personalizzata solamente sul sito Web e non direttamente da smartphone.

Nel complesso comunque, facilmente GymWatch conquisterà sempre più appassionati del settore. Per i fisici meno possenti, non sarebbe da escludere un ultriore sforzo di miniaturizzazione. Unico accorgimento da tenere in considerazione, con tutta probabilità si rivelerà più utile l’acquisto di una coppia di sensori a 189 dollari, per ottenere la lettura completa dei movimenti ed evitare continui spostamenti tra un arto e l’altro.

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