La Norvegia non esita a scendere in campo contro gli smartglasses
Dopo la raccolta di firme in Svizzera, anche il la Norvegia pronta a limitare l’uso degli smartglasses in difesa della privacy
Il relativo momento di successo degli smartglasses, grazie soprattutto alla spinta dei Ray-Ban Meta, rischia di esaurirsi ancora prima del previsto. Dopo la Svizzera infatti, anche la Norvegia sta valutando la possibilità di vietarne, o quantomeno limitarne l’utilizzo.
Nel mirino, ancora una volta la privacy. Proprio le caratteristiche più apprezzate, capacità di riprendere foto e video, oltre alle funzioni audio e l’interfaccia vocale, sono una serie minaccia alla privacy. Rispetto agli smartphone, con la possibilità di agire in modo molto più discreto.

Il riconoscimento facciale supera il confine della privacy
Questa differenza rischia di condannare definitivamente uno dei wearable più tormentati in assoluto. Un’ipotesi sempre meno remota, considerando come, a differenza della Svizzera dove al momento di parla di una raccolta di firme, a muoversi in Norvegia è direttamente il Ministro per la Digitalizzazione Karianne Tung.
L’allarme è scattata con l’annuncio, anche dalla stessa Meta, di aver messo a punto strumenti in grado di eseguire il riconoscimento facciale direttamente dagli smartglasses. Un comunicato ufficiale del dicastero fa infatti riferimento espressamente a questo e le potenziali conseguenze per la privacy.
In questo caso, non si parla ancora espressamente di vietarne vendita o utilizzo. Per il momento, sarà un gruppo di esperti in grado di studiare la questione e individuare possibili interventi a tutela delle persone negli spazi pubblici.

Gli smartglasses fanno sempre più paura
A rendere un intervento più probabile, anche la presa di posizione della locale Associazione dei Consumatori prontamente schieratasi dalla parte del Governo. Addirittura, in questo caso la richiesta rivolta direttamente ai commercianti è di sospendere da subito le vendite, per non rischiare di incorrere in eventuali problemi legati all’utilizzo o a successivi provvedimenti.
Sarà interessante ora seguire la situazione per capire se le mosse di Svizzera e Norvegia contro gli smartglasses avranno un’eco più estesa oppure se rimarranno casi isolati. Difficile comunque immaginare a una Meta indifferente di fronte a due campanelli d’allarme sicuramente da non sottovalutare.
Pubblicato il 28/8/2026