Privacy a rischio, la Svizzera valuta il bando degli smartglasses

Privacy a rischio, la Svizzera valuta il bando degli smartglasses

Una raccolta di firme in Svizzera chiede il divieto di vendita di smartglasses, in difesa della privacy dei cittadini

Le questioni sulla privacy legate agli smartglasses non sono una novità. A parte i casi più famosi di utilizzo non necessariamente proprio in un contesto politico, la vicenda Sangiulilano-Boccia, sono diverse le situazioni meno note dove il problema è emerso. Difficile pensare però a un intero Stato pronto a prendere in considerazione l’ipotesi di bandirli del tutto

Invece è quanto sta accadendo in Svizzera, dove una raccolta di firme per vietarne del tutto la commercializzazione ha raccolto in pochi giorni oltre ventimila firme. Un’iniziativa da non sottovalutare, promossa da Campax, un Movimento organizzato di cittadini elvetici, e rivolta direttamente al Consiglio Federale.

Un freno all’occhiale indiscreto

Sotto accusa un tema storicamente molto caro ai cittadini svizzeri come appunto la privacy. La possibilità di fotografare e filmare persone a loro insaputa in modo molto più marcato rispetto agli smartphone, non piace infatti ai promotori dell’iniziativa e ai tanti firmatari.

Anche se dotati di un piccolo Led per segnalarne l’attività, di fatto non è difficile da occultare e comunque non immediatamente visibile all’occhio distratto di un passante.

Secondo i promotori, abbastanza per superare i confini della riservatezza delle persone, anche in pubblico. Da qui la richiesta insolita di bloccarne le vendite. E, presumibilmente, vietarne l’utilizzo all’interno del territorio nazionale.

Un potenziale precedente da non sottovalutare

Situazioni del genere in Sivzzera vengono prese sul serio. Non a caso, la questione è approdata in Parlamento, dove è partita un’interpellanza rivolta al Consiglio Federale, per un maggiore controllo non solo sugli smartglasses, ma anche sulle evoluzioni future della tecnologia.

A partire dalle promesse ma anche le minacce, del riconoscimento facciale. Per ammissione della stessa Meta, produttrice insieme a Ray-Ban dei più famosi smartglasses con videocamera, pronti a essere integrati in una futura versione.

La svizzera è storicamente un Paese indipendente. Anche se aderisce ad accordi internazionali come Schengen, non fa parte dell’UE e si muove in modo del tutto autonomo. Nel caso in cui però la petizione per vietare la vendita di smartglasses diventasse legge, per le aziende del settore si tratterebbe di un pericolo precedente, con il rischio di allargarsi rapidamente ad altre Nazioni.

Pubblicato il 25/8/2026

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