Motorola ci riprova. Moto Watch Ultra punta in alto, anche troppo
Ritorno a Wear OS e conferma collaborazione con Polar per lo smartwatch Moto Watch Ultra. Sfida ambiziosa, e rischiosa, Motorola
C’è un interessante ritorno nel mondo smartwatch. Dopo qualche tempo di assenza, Motorola ci riprova infatti con Moto Watch Ultra, e senza nascondere ambizioni importanti.
Si parla infatti di un modello completo e al tempo stesso attento nelle scelte dei componenti e delle funzioni. Indispensabili, per giustificare un prezzo decisamente non popolare.
Le differenze non sono immediatamente visibili. Si parla infatti di uno smartwatch dalla tradizionale forma rotonda con ghiera ben visibile in altro a destra. Dimensioni nella media con un diametro della cassa di 46 mm, peso di 56 grammi leggermente superiore.
Per apprezzare Moto Watch Ultra bisogna però guardarlo con maggiore attenzione. A partire dallo schermo pOLED, un passo avanti in termini di resistenza a graffi e urti, oltre poterne ridurre lo spessore, senza compromettere la luminosità.

Wear OS e Polar, novità e conferma al centro della sfida
La differenza più importante rispetto alle precedenti scelte Motorola è invece il sistema operativo. Un ritorno a Google Wear OS 6. In cambio di un maggiore impatto sull’autonomia, con conseguenze molto importanti, quasi decisive, l’accesso a tutte le funzioni ormai standard degli smarwatch, a partire da mappe, pagamenti e musica.
Con un’interfaccia inoltre familiare per buona parte degli utenti, e quindi maggiormente capace di attirare l’attenzione. Per uno smartwatch intenzionato a competere con rivali del calibro di Apple, Garmin e la stessa Google, non una cosa da poco.
Per le funzioni, Motorola rinnova la collaborazione con Polar, scelta sicuramente ragionevole, dalla quale ereditare monitoraggio delle attività sportive, con lo standard del sistema GNNS agganciato a due sistemi satellitari in simulatane, e le relative analisi.
Dove inevitabilmente entra in gioco l’IA, con una particolarità non necessariamente utile. A Gemini, si aggiunge infatti l’assistente proprietario Qira. Considerato come in questi casi lo smartwatch viene considerato soprattutto complemento a smartphone o tablet dello stesso marchio, utile per attirare l’utente verso il proprio ecosistema.

Scelte valide e punti deboli
Tuttavia, una doppia richiesta di risorse di calcolo e connettività, per una funzione già di per sé esigente. Soprattutto, un certo rischio di confusione per l’utente.
Funzioni affidate alla potenza del consolidato, ma non più recente, processore Qualcomm Snapdragon W5+ Gen 1, supportato da 2 GB of RAM and 32 GB di memoria interna.
Le intenzioni Motorola sono sicuramente buone. Nonostante riscontri poco più di trascurabili nelle vendite di smartwatch, la configurazione e soprattutto l’integrazione delle funzioni Polar per tutta la parte di raccolta dati e analisi, alla fine la più importante negli smartwatch, possono attirare l’attenzione di più rispetto alle esperienze precedenti.
Tuttavia, ci sono due aspetti potenzialmente in grado di frenare prematuramente le ambizioni. Prima di tutto, un’autonomia indicata in un paio di giorni, ben lontana anche da quelle dei modelli paragonabili più ricchi di funzioni.
Inoltre, il prezzo di 429 euro non si può certo considerare un invito alla prova. Come spesso accade in situazioni del genere, l’unica possibilità, è si tratti di una cifra indicativa, destinata a essere ridotta drasticamente in abbinamento a uno smartphone Motorola.
Pubblicato il 7/9/2026