Display vecchio fa buon smartwatch, l’AMOLED Garmin non fa per tutti

Display vecchio fa buon smartwatch, l’AMOLED Garmin non fa per tutti

La tendenza Garmin a ridurre l’offerta di smartwatch con i più affidabili display MIP in cambio dei più belli AMOLED non piace a tutti

In casa Garmin rischia si scoppiare un problema difficile da prevedere, e per certi versi anche da comprendere, ma perfettamente in linea con le caratteristiche della propria utenza, almeno quella storica, legata soprattutto a prestazioni e affidabilità, al punto da accettare compromessi con estetica ed efficienza.

Argomento del contendere sono i display, o meglio l’avanzata della recente tecnologia AMOLED. In apparenza, e per buona parte degli utenti, sicuramente un passo avanti per qualità delle immagini e nitidezza, in realtà si porta appresso anche qualche limite, non facile da accettare per i puristi.

Nostalgia fa rima con efficienza

Storicamente infatti, gli smartwatch Garmin sono cresciuti e diventati popolari tra gli appassionati di discipline outdoor per la tecnologia MIP (Memory in Pixel) utilizzata sui display. Un sistema LCD, che si può quasi definire tradizionale, capace di sfruttare la luce ambientale per dare maggiore visibilità allo schermo e aggiornare solo i pixel con variazioni di colore.

Il più recente sistema AMOLED invece, richiede un aggiornamento più frequente di tutti i pixel, in cambio però di colori più intensi e una maggiore visibilità, anche sotto una luce diretta. In compenso, il consumo aumenta sensibilmente.

Considerando l’allargamento del mercato smartwatch a ormai qualsiasi tipo di utente, per la maggior parte, si tratta di un’evoluzione positiva. Ma per gli altri, in buona parte proprio utenti Garmin storici, il prezzo è troppo alto da pagare. Dove l’importante sono le informazioni e non la grafica, e l’autonomia di un paio di settimane non è sufficiente, il malcontento cresce.

Come emerso da un sondaggio avviato su una pagina di discussione Garmindi Reddit,una situazione più accentuata di quanto si possa credere. Su oltre mille votanti, buona parte si è già espressa in modo pesante nei confronti della tendenza ad accantonare progressivamente la tecnologia MIP.

Tanto malcontento, troppo da ignorare

Anche se il consenso verso i display AMOLED avanza, per buona parte è da ricondurre proprio all’allargamento del bacino di riferimento. Mentre invece la categoria più rappresentativa dal punto di vista dell’immagine Garmin è chiaramente insoddisfatta.

Al punto da non esitare nel ventilare una decisione drastica, cambiare fornitore di smartwatch. In situazioni del genere, non sempre pronta a tradursi in pratica, ma in ogni caso segnale importante di qualcosa che rischia di rompersi in un legame tra i più solidi tra un marchio e un utenza di riferimento.

Tanti infatti, confermano di aver optato per uno smartwatch Garmin proprio grazie alla tecnologia MIP del display. Affermazione forse in grado di stupire la stessa azienda, di recente alle prese con un’innovazione giustamente rivolta ad allargare il proprio mercato, ma da non sottovalutare.

Non si parla infatti di un gruppo ristretto di nostalgici dal sapore un po’ polemico. Si tratta di un’opinione diffusa tra i commenti, con interventi tanto decisi quanto circostanziali, quindi da considerare attendibili.

Tra chi intende valutare alternative, chi pensa di rivolgersi al mercato dell’usato fino a quando possibile e chi addirittura minaccia di tornare a un orologio classico se non addirittura uno smartband,ce n’è abbastanza da non far dormire sonni tranquilli agli strateghi Garmin.

La quale però, ha spesso dimostrato di riconoscere il giusto valore ai propri utenti, non solo quelli più famosi in grado di pilotare le scelte. Difficile quindi pensare come la discussione rimanga inascoltata. Anche se è impossibile pensare di rinunciare a sviluppare soluzioni AMOLED per tenere in vita le alternative MIP, è invece più probabile come le due opzioni verranno proposte più a lungo. Da non escludere, provando aribaltarle in una strategia di marketing all’insegna delle possibilità di scelta.

Pubblicato il 24/4/2025

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