Dalla visuale Engo3, un passo in più verso il traguardo

Collegati a un Garmin o a Apple Watch, gli smartglasses Engo3 aumentano il supporto visivo durante lo sport, a partire da runner e ciclisti
In attesa di trovare un modello di smartglassesin grado di attirare le attenzioni di un pubblico generico, per il momento l’attenzione rimane rivolta ad applicazioni mirate. Se in genere si parla di ambito professionale, assistenza e formazione a distanza prima di tutto, Engo la pensa in modo diverso, puntando decisa sullo sport, quelli di resistenza in particolare, con corsa e ciclismo in prima fila.
Una strada tanto impegnativa quanto promettente, grazie all’evoluzione di una tecnologia proprietaria sicuramente interessante, anche perché sviluppata con l’ampio supporto di atleti, di ogni livello, impegnati sul campo.

La visuale perfetta per l’atleta
A quattro anni di distanza dall’ultimo annuncio,arrivano così gli Engo3, ulteriore evoluzione di un progetto da non sottovalutare. Capace di mettere al centro l’atleta, o l’utente in generale e la tecnologia al suo servizio, dove spesso per questioni di marketing tanti tendono a fare il contrario.
Come i predecessori, gli smartglasses Engo 3 sono un ottimo concentrato di tecnologia e praticità, con alcuni miglioramenti solo all’apparenza secondari. Fermo restando le linee prettamente sportive, il peso è sceso di qualche grammo passando da 41 a 36, non pochi per un paio di occhiali.
Aumentata invece l’autonomia operativa, salita a dodici ore, raddoppiabili rinunciando a usare i comandi gestuali, sempre utili in alcune situazioni, soprattutto in bicicletta o durante una discesa con gli sci.
Entrambi obiettivi raggiungibili per effetto della rinuncia al GPS. Non un limite, dal momento che gli smartwatch lavorano solo in abbinamento a un dispositivo già dotato della localizzazione.
Sul frontale della montaturw è inoltre inserito un sensore di luce ambientale per regolare luminosità del display virtuale, il vero e proprio centro nevralgico del progetto.
Confermata l’architettura, Engo3 raccoglie quindi l’elettronica della realtà virtuale all’interno del nasello. Scelta tanto originale quanto efficace, non deve però compromettere il comfort durante l’uso. In questo senso, torna ancora più utile il calo complessivo di peso dell’intero sistema.

Solo informazioni, niente distrazioni
Si parla del modulo ActiveLook, pronto a visualizzare all’istante le informazioni sull’esercizio in corso. Qualcosa di simile a uno smartwatch o un ciclocomputer, ma senza distrazioni e con la precisione del caso.
Distrazioni intese anche come eccesso di dati. La scelta Engo3 è infatti visualizzare le informazioni strettamente necessarie, quelle utili da avere sotto controllo in ogni momento, attingendo a Apple Watch o un dispositivo Garmin. Forse questo è al momento uno dei limiti principali della tecnologia, con l’avanzare di tanti altri marchi, un po’ troppo restrittiva.
La novità più interessante è però il passaggio a un display a colori, utili soprattutto a distinguere i dati proiettati sulle lenti. Nel pieno rispetto della propria filosofia, un elemento più ergonomico di estetico, così come l’impostazione della distanza focale riproducendo la visuale a una decina di metri di distanza, così da non interferire con l’esercizio.
Si parla di un wearable destinato naturalmente solo a un categoria ben precisa di utenti, con esigenze e obiettivi definiti. Un mercato per forza di cosa non dai grandi numeri, per effetto dei quali il prezzo di349,99 europuò risultare impegnativo, anche se meno rispetto a modelli più ambiziosi. Da ricordare però, gli Engo3 non sono pensati per un utilizzo generico, ma solo come supporto all’attività sportiva.
Pubblicato il 13/4/2026

